E per te che esisti ancora

Lettera per E. P., e per te che esisti ancora

Ma ciò che distingue l’uomo è la scommessa
ecco una frase inventata dalle élites,
in ogni modo è vero che qualcuno

scommette di non morire.

Elio Pagliarani, Oggetti e argomenti per una disperazione

Caro Elio,

quest’anno mi è capitato di pensarti un giorno in cui doveva piovere ma non è piovuto. Un giorno doloroso. Seguivamo il feretro e nella mia testa si addensavano luoghi comuni che comprendevano la parola “ultimo”: ultimo saluto, ultimo viaggio, ultima volta che ti sono così vicina anche se non lo sai. Ogni cosa sembrava terribilmente naturale.

Forse era quella la morte tanto temuta e attesa. Era quel lento andare di facce stanche e pensieri in processione. Era quella quiete insostenibile che guidava ogni passo. Un dolore all’anca mi suggeriva che quell’ultimo tratto, dalla chiesa al cimitero, non volevo percorrerlo. Mi assicuravo che i miei fratelli fossero vicini, ci guardavamo cercando a vicenda di darci un conforto che sapevamo totale e insufficiente.
Alle nostre spalle, tutto il paese rimasto. Tutto il paese non emigrato, decimato e superstite, tutto il paese cresciuto, invecchiato, forte di memoria. Era un corpo solo. Eravamo flutti di uno stesso fiume. E la paura confusa che avevo provato fino a quel momento era scomparsa. Il mio dolore era parte di un dolore più grande, e il mio amore solo una parte di un amore più grande. Non ti hanno dimenticato – m’illudevo di dirgli – il tuo paese non ti ha dimenticato.

È stato allora, Elio, che ho pensato a te, ai tuoi versi. Perché neanche a lui erano mancati l’orgoglio di scommettere e la fiducia. L’incoscienza, l’arroganza: aveva avuto tutto. E quella scommessa alla fine l’aveva vinta. Certo, non l’avrebbe saputo. Perché l’unico a non avere le prove se l’opera gli sopravviva magari di una sola luna è chi ha scommesso, che muore.
È una grande beffa, Elio, lo sapevi bene. E immagino che lo sapesse anche lui.
Perciò sono sicura che davanti a quella festa triste avrebbe inarcato le sopracciglia, rapito da qualche pensiero inaccessibile agli altri. E alla nostra commozione avrebbe risposto abbassando lo sguardo, scacciando con un gesto della mano tutte le scemenze inventate dagli uomini per non soffrire. Avrebbe sdrammatizzato, si sarebbe preso gioco di noi. Non so come, ci avrebbe fatto sorridere.

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