Quasi vuota, quasi pronta

Ho chiamato R. nel primo pomeriggio. Il telefono ha squillato quattro volte prima che si inserisse la segreteria. Ho richiamato alle cinque e alle sei. Ancora la segreteria. Ho smesso di telefonare, ho guardato l’orario sullo schermo del telefono. Ho fatto uno schema sulle anime e i mostri che Dante e Virgilio incontrano tra il sesto e il dodicesimo canto dell’Inferno. Ho usato quattro penne colorate. Ho ricopiato lo schema su un secondo foglio. Li ho staccati dal quaderno e riposti in una busta trasparente, l’ho infilata nella carpetta ad anelli. Ho fissato la copertina della Trilogia della città di K. Ho pensato a ieri notte. Ho ricevuto una telefonata da M., annullava l’appuntamento. Ho guardato il ripiano della cucina, sgomberato. Ho chattato con H. Gli ho chiesto dove si potesse mangiare qualcosa, bere qualcosa. Mi ha indicato una pizzeria pugliese in centro. Ho fissato lo schermo del computer. Ho chiamato mia sorella, non ha risposto. Ho fissato la scopa nell’angolo, per qualche minuto. Ho spazzato i pavimenti di tutte le stanze, senza spostare le sedie, senza andare sotto i mobili. Mi sono seduta di nuovo in cucina. Ho contato le striature scure sul tavolo. Ho completato gli esercizi di inglese, chiamato di nuovo mia sorella, riposto gli esercizi in un’altra busta trasparente, infilati nel raccoglitore. Ho guardato il cielo rosa, arancione, viola, nero. Ho preparato un tè alla vaniglia. Ho ricevuto una telefonata da M. Se mi va di andare al teatro insieme giovedì, alle nove, a Soliera, Amleto, contemporaneo, dieci euro. Ho risposto di sì. Ho pensato che sarebbe stato bello essere a casa. Bello non significa niente. Ho riempito una busta di quaderni, libri, fogli riciclati, e altra roba di cancelleria. L’ho posata sulla sedia del soggiorno. Ho pulito il tavolo di legno, rimesso a posto il centrino e il centrotavola. Ho pensato questa è quasi vuota, quasi pronta. Ho promesso a Z. che sarei passata. Ho promesso a I. che sarei passata. Sono uscita in balcone. Ho fumato appoggiata al vano della portafinestra. Ho sentito che mancava qualcosa alla mia destra, un braccio, una spalla. Non mancava niente. Ho osservato la foglia sul ramo.

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