E mi sembrava perfetto

Ti ho incontrato un giorno, sul terrazzo di mia nonna, nella tua luminosa magrezza.
Ho sentito la tua pelle, la mia faccia inabissava nella curva bianca del tuo collo.
Ti ho baciato una guancia. Mi sembravi perfetto, avevi un odore.
Ti ho abbracciato. Per sentire le tue spalle. Per sentire la tua schiena. Per assicurarmi che non fossi un’invenzione. Per assicurarmi che non fosse un’invenzione. E mi sembrava perfetto, avevi un odore.

Ho provato a fermarti, dentro e fuori da questo delirio incosciente. Ma c’è troppa luce, le imposte mai chiuse del tutto.

Ti sei sdraiato su una tavola di legno con le rotelle, sembrava un gioco dismesso un numero infinito di anni prima. Di certo non eravamo ancora nati.
Vedevo quello che vedevi, il cielo e la luce che riveste il muro, le tegole, la lampada da esterni che adesso sarà sporca e arrugginita. Le mattonelle arancioni. Mia nonna che spariva non so dove. Io e te da soli, a terra come terra, come bambini.
Ridevi. Impigliati nel gioco non pronunciavamo che parole brevissime.

Il cielo è lattiginoso e più volte cerco di capire dove sono, risalendo le cronologie impreviste che mi hanno portato qui. I martelli pneumatici e la vista di altre case, di palazzi scuri.

Se non fosse stato per il tuo cappotto nero avrei detto che era estate. Avrei detto che c’era troppa luce perché non fosse estate. E io non mi vedevo. E non aveva importanza, sembrava perfetto.
Ho preso un foglio e una penna e ho fatto la lista di tutte quelle cose che prima o poi ti avrei raccontato. Per non dimenticarle. Per crearle in quel momento. Perché significasse qualcosa quel momento. Ho scritto contro il silenzio bianco del foglio. Ho scritto contro i tuoi silenzi. Con l’inchiostro blu. Attorno le colline verdi. Dove sono nata, dove sono cresciuta, dove finalmente c’eri.

Ho provato a fermarti, dentro e fuori da questo delirio incosciente. Ma cambi e resti come un fiume. Più cerco di decifrare questa legenda più mi perdo. Attraverso le tue acque troppo vestita per immergermi del tutto. Un balcone piccolo ha sostituito la mia infanzia intera.

Non ricordavo niente al risveglio tranne il tuo sorriso.

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