Un giardino

(…) E non perdermi di vista,

in mezzo ai fiori, le male erbe, che hanno

sete anche loro. Non bagnare solo

il prato fresco o solo quello arido:

anche la terra nuda tu rinfrescala.

Bertolt Brecht – Poesie

*

Avevo un giardino, un recinto sicuro, alberi, fiori piccolissimi che curavo ogni giorno. Non era un giardino ordinato né pulito, crescevano vicine specie diverse e c’erano zolle di terreno che lasciavo incolte, mi dicevo che avrei avuto tempo e mi piaceva l’idea di avere ancora tempo. Non sempre riuscivo a badare a tutto come avrei dovuto e qualche pianta è morta e qualche ramo è marcito.

Quando alcuni hanno cominciato a dirmi che bello il tuo giardino fammi fare un giro nel tuo giardino io ho provato vergogna ma non ho opposto resistenza. Dicevano di avere molti suggerimenti su come rendere più elegante il mio giardino: avrei dovuto piantare delle peonie qui e dei ciclamini là e importare questi semi dall’America e quegli altri dall’Asia e poi fare amicizia, conoscere persone appassionate di piante con cui scambiare opinioni e consigli e parlare tutto il tempo di fiori e di giardini. 

Io mi sentivo confusa e mi dicevo a quanto pare è quello che voglio, ma più me lo ripetevo meno ne ero convinta. Ho pensato che avessero ragione loro, che mi avrebbero insegnato a curare il mio giardino, che non sarebbe morta più nessuna pianta e non sarebbe marcito più nessun ramo e io non avrei più avuto paura di uccidere le cose che amo, avrei avuto un giardino rigoglioso e un tavolo di legno bianco e amici con cui prendere il tè e parlare tutto il giorno di piante e giardini.

Così sono entrati e ho permesso loro di fare quello che volevano perché mi sembrava giusto, mi dicevo che era per il bene del mio giardino. Per il mio bene mia nonna mi ficcava in bocca il cucchiaino con l’uovo crudo e io piangevo e ingoiavo e il tuorlo mi attraversava la gola come muco denso. Queste cose che non avevo scelto erano il tuorlo d’uovo per il mio giardino e anche se facevano schifo facevano bene, quindi il mio giardino doveva solo stare zitto e ingoiare.

Il giardino era diventato luminoso e fertile, e c’erano fiori grossi e sugli alberi cresceva frutta perfetta polposa e senza vermi. Nessuna erbaccia, nessuna zolla di terra incolta. Ma i vermi nella frutta buona ci devono stare. Se la pera è buona i vermi ci devono stare. E nel mio giardino non c’era nemmeno un verme. Quei frutti non erano buoni e soprattutto non erano miei.

*

Ho cacciato tutti. Scarto la mezza marcia

dai frutti, dalla mezza buona, semino

nella mezza buona: covate di vermi.

Ho vene fragili ma reggo e scaccio

torme di corvi impostori

con braccia lunghe di spaventapasseri.

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2 pensieri su “Un giardino

  1. “Il giardino è tutto bianco. Non hai dimenticato, Ljuba? Quel viale va lungo e diritto, come una cintura distesa, e risplende nelle notti di luna. Ti ricordi? Non hai dimenticato?”

  2. “Se potessi togliermi dal petto e dalle spalle queste pietre pesanti, se potessi dimenticare il mio passato.”

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