Piove, tac, fruscelli

(Piove piove piove e io non riesco

a smettere di scrivere che

peggio di scrivere (piove)

c’è solo riscrivere (piove)

E dio come mi sembro felice.

Vedessi adesso

come mi ghignano le lenzuola

che fuori piove e vedessi

che luce che mi viene.)

*

Usciamo a mangiare una pizza con l’acqua che torna su dalla strada. Siamo io te lui l’altro il pizzaiolo e la cameriera, quattro stagioni per due che fa un autunno di carciofini e primavere di Praga nel piatto e quasi faccio fatica a infilarmi le maniche corte sopra il paltò di lana.

(Quaggiù è un gran casino ma anche qui dentro non si scherza.)

Una d’acqua e due di coca e con la coca ci faccio il gioco delle quindicenni: a, b, c, d, e, f, g, h, i, l, m tac. Sorrido, buon segno. M’infilo in tasca la linguetta rossa.

Impreco per solidarietà contro il tunnel carpale e i concorsi di bellezza.

Mi viene voglia del dolcino. Che non c’è. Battiamo il lungomare in cerca di una crêpe dal cielo ma dal cielo piove soltanto acqua. Dopo la troviamo. Bianca con le mele.

Dopo sono l’unica femmina che gioca a biliardo e manda le mezze in buca.

*

Tutta la sera c’è stato rumore di fruscelli.

I fruscelli sono i ruscelli che frusciano la notte.

Questa ce la siamo inventata questa sera.

Un pensiero su “Piove, tac, fruscelli

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...