Nella carpetta gialla

Le cose che non si dimenticano:

i fiori fucsia che spuntano per strada

a Castelmola,

quando viene aprile.

Una poesia che dice

ho in gola

trecce di serpenti

e nevi sciolte

per voce sola

per voce sola

L’indovinello in cui alla fine

si scopre che l’arca era di Noè.

La macchina del cane

coi peli del cane

e i sogni del cane

che erano uguali ai miei

e non comprendevano il pisciare.

Imparerò per forza di cuore

a buttare giù le principesse dalle torri

né con te né senza di te.

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3 pensieri su “Nella carpetta gialla

  1. Io ogni tanto leggo il tuo blog come spettatrice silenziosa e penso che se il mondo fosse pieno di gente come te, passerei meno ore del giorno a dormire e più a “farmi” la vita di chi mi sta intorno.

  2. @Rachele: tra tutte, credo, la meno pericolosa. (grazie)
    @Eikha: scambiamoci pure la vita, e se ti va quando passi fatti sentire sempre o fatti sentire di più. mi fa un po’ paura quando di qualcuno non si sente il rumore. (grazie, anche a te. e intanto ti seguo di là.)

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