Good times for a change

Tanta pioggia, tanta vita come il cielo gonfio

di questo agosto nero.

Derek Walcott

Quando viene agosto io rispetto i suoi desideri. Di solito mi siedo al suo fianco e mi lascio parlare. Metto nelle braccia della bilancia tutta la mia vita. Sono rimasta legata ai ritmi scolastici, che non si scollano, rimangono anche quando frequenti l’università, anche quando trovi un lavoro. Agosto è un mese nero, che segna la morte di un anno. Settembre è il mio gennaio.

Tu sei quello che non c’è quando io piango.

Carmen Consoli

Sono nata in agosto e avresti voluto farmi gli auguri di buon compleanno, regalarmi qualcosa di inutile, raccoglierti sulle mie spalle e abbracciarmi. Avresti voluto bussare alla mia porta, no, avresti suonato il campanello, ti piace fare chiasso, avresti voluto farmi spaventare, balzare in piedi sulla sedia, buttarmi giù dal letto. Poi hai pensato che era meglio di no. Hai pensato che certe volte si dimentica, per far guarire la testa dall’ossessione, per ricostituire il corpo dalla malattia. Dopotutto è solo un compleanno, viene una volta sola, va via per trecento milioni di giorni, e poi torna per andare via di nuovo, saresti tu il mio compleanno? Non mi faresti più crescere, non torneresti più, resterei sempre una bambina, non avrei neanche più l’età per andare a scuola, non saprei nemmeno leggere.

Ti fai avanti a fatica con la tua vita quando all’improvviso un aereo cade dal cielo.

Amanda Davis

Se fosse stato così mi sarei potuta proteggere. Avrei avuto la testa cieca, la lingua analfabeta, non avrei imparato le parole che mi hanno ferita, in questo agosto generoso e criminale. Mi sono cadute addosso inaspettate, come un vaso pieno di terra precipita sopra la testa dell’attore, e la gente ride e l’attore non si spiega come sia stato possibile e un po’ ci resta male. Mi aspetto sempre che le persone siano gentili, perfino i vasi. Invece devi fare attenzione sempre, la gente s’indispettisce per poco e tu pensi di avere la coscienza pulita finché qualcuno non ti dice che dopotutto gli stai un po’ sul cazzo.

Agosto è il ritorno al sé barbaro e perduto. E’ abbassarsi, spogliarsi senza premio, tirarsi fuori dal di dentro.

Michele Neri

Forse volevi chiedermi anche come sta il mio piede dopo la distorsione. Beh, sta bene, ogni tanto fa un po’ male, specie quando giro per casa a piedi nudi. E sente il vento. No, non il tempo, il vento. Se c’è scirocco si appesantisce, con la tramontana punge. Solo col libeccio sembra riposare, non so perché, forse vuole pioggia, forse è l’unica parte di me che chiede l’autunno. Quest’estate sono andata in giro per strada, a piedi nudi, avevo sviluppato la repulsione per le scarpe. Mi fidavo solo se la pianta toccava il marciapiede. Mia madre per un po’ mi ha rimproverato, poi ha gettato la spugna.

Domani nuoterò per un’ora fino a dimenticare da che parte è la terra, dall’alto sembrerò una capocchia di spillo ficcata nel blu.

Haruki Murakami

La spiaggia è un cruciverba. Quando arriva Valentina non è mai un quattro verticale, né un trentuno orizzontale, è sempre un settantasette obliquo. Non ho mai visto un settantasette obliquo tranne Valentina. Non ho mai visto il mare così agitato e Alberto così abbronzato. Il mio telo verde è perpendicolare al suo telo rosso e quasi accavallato al telo bianco di Alessio, il giorno in cui è venuto a prendermi con la moto gli stringevo i fianchi per non guardare giù, la pelle del viso mi tirava e quando è partito sono scoppiata a ridere. Non ho smesso nemmeno quando mi ha riaccompagnata a casa, una sera che non avevo il casco e gli ho detto, Fermami un po’ prima che forse dopo ci sono i carabinieri, e lui mi ha risposto: Amica: se ci sono i carabinieri ti butto giù dalla moto.

Invece il mare, se questo è il mare, sembra calato giù dal cielo nero, travasato in una notte liquida, che zavorra il mondo e tiene in equilibrio il cielo.

Marie Darrieussecq

Nel blu era notte e i nostri corpi crescevano nell’acqua. Perdevo la capacità di contare, di mettere in sequenza le parole. Non ricordavo dov’ero né dov’eri, non sapevo se c’eri, se mi correvi di fianco col coraggio del mare. Sentivo solo il caldo alle gambe, la mia felicità che s’inabissava.

Di notte l’acqua è calda. Tiene il calore del giorno, si lascia godere quando non c’è più nessuno. Tranne noi: abbiamo le candele lasciate a riva, la musica che viene piano, che canta Please, please, please, let me get what I want e il mondo sembra un circo di plastica che è andato a dormire, le stelle sono brillantina sul tendone lucido del mare. Io sono lì dentro e sono felice. Vorrei che adesso qualcuno mi scattasse una foto, che passassero i titoli di coda coi ringraziamenti alle persone importanti.

(Era d’estate e gli pareva bello

provarsi a correre di fronte al sole.)

Elio Pagliarani

Le colline sono dorsi di mano che si accarezzano. Le loro notti sono lunghe e calme, piene di sonni indulgenti. Quando rimango chiusa nella loro stretta le cose attorno a me cambiano. In un momento ho cinque anni e voglio il calippo alla coca cola, mia madre dice che fa schifo ed è ghiacciato e se me lo mangio mi viene il mal di gola, prenditi il cucciolone mi dice, che almeno ha il biscotto, quand’ero piccola odiavo il cucciolone, volevo il calippo, al massimo un fior di fragola. Il momento dopo ho sei anni ed esco da scuola col nonno, lo tengo per mano, ho una gonna di lana rosa, deve fare freddo ma non tanto, perché non porto il giubbotto, porto la mano di mio nonno, che è grossa e salda e non mi lascia mai. Il momento dopo non so quanti anni ho, gioco a pallavolo con mia sorella, nel salone, abbiamo le canottiere larghe e i capelli corti, è agosto, forse luglio, il momento dopo è dicembre e con mia mamma facciamo il presepe, quella volta mia mamma mi spiega cose vuol dire la parola “armacìa”. Il momento dopo ho gli occhi lucidi, un’età indefinita, scrivo una storia in cui ci sono un lago e due ragazzini, e un signore col fucile seduto in terrazza. Le colline sono morbide come il sorriso che mi viene in faccia. Voglio passare tutta la vita sul dorso di una mano.

E così col sole e le grandi esplosioni di foglie che crescevano sugli alberi, proprio come crescono le cose nei film accelerati, mi venne la solita convinzione che la vita ricominciasse con l’estate.

Francis Scott Fitzgerald

Aspetto settembre. A Roma ci saranno gli stormi a danzare, che durano fino a gennaio e tutti gli anni m’incanto.

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