Uno scarabeo rosa e altre storie

Mi dicono di stare a letto per qualche giorno. Ho preso una distorsione e questo è il risultato: ho prurito dappertutto e fa caldo. Una cosa positiva di una solitaria posizione orizzontale è che hai una scusa per giustificare la pigrizia. Una cosa negativa è che dipendi da qualcuno anche solo per andare in bagno. Un’altra cosa positiva è che sei costretto a pensare. Da ieri a oggi ho pensato a un sacco di cose. Una cosa a cui ho pensato è stata uno scarabeo rosa. Che ci faceva uno scarabeo rosa nella mia testa?

Poi c’era un sacco di altra gente, Michele con le sue piccole ossessioni, Simone che mi riconosce dalla musica, Chiara che mi tiene in una tasca, Anna che mi fruga nell’altra, una signorina che mi è sembrato di incontrare una sera ma che poi non si è fatta più vedere, due tipi che chiacchieravano mentre un cameriere andava da un tavolo all’altro sui pattini a rotelle, una vecchina che dormiva su un letto d’ospedale, io e te, i tuoi messaggi privati, i miei appelli pubblici al tuo amore, il tuo amore come una chitarra senza corde, il silenzio che ti fanno le dita quando mi accarezzi la schiena, il mio torace che ti rimane inverso sulla punta della lingua come le radici di un albero, le labbra che hai smesso di guardarmi e tutta questa solitudine raccolta in mesi di preghiere e antistaminici, gli sforzi per allontanarti dai miei muscoli e i tuoi continui ritorni senza grazia, i miei tentativi di cancellarti dalle tavole verbali e dalle regole sintattiche mentre ti ostini a pulsare come una ferita, imponendo le tue regole da numero primo, tendendo all’infinito, tutte le mie storie e nessuna delle tue manie.

Io che in fondo a questa stasi mi regalo un foglio e un personaggio. Che cerco di smorzare la paura aprendo le finestre e sputando sulle fiamme accese delle candele. Io che ho voglia di progredire e smettere di rimandare, sono una barca aperta che affoga e soffocare mi sembra dolcissimo. Io ho cinque storie su una mano e le guardo crescere con l’altra. Senti che sto guarendo (può darsi che tornerò più malata di prima), senti che sto cambiando, senti che faccio rumore di ritorno, ma non riesci a distinguere la rotta. Ho sostituito allo sguardo basso una risata. Certo che tremo perché se non tremassi non sarebbe vero. Ma mi sento più forti le ginocchia, più alte le braccia, più sincera la fronte e mi sento più sola.

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4 pensieri su “Uno scarabeo rosa e altre storie

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