Potevo perdere

E infatti avrei dovuto stringere più forte.

Ormai è tardi per andare a Bologna, non ho più sedici anni e alcuni sono morti.

Meno te che mi frughi nel cuore col dito appuntito su una disequazione.

In primo grado ti ho spiegato chi ero, in secondo ti ho chiesto ragione di me.

Tutti i modi che avevamo per diventarci amici.

Ti farò ombrello con le mani se ci sorprenderà la pioggia.

Dove ti ritroverò ancora? Che dita avrai e che nome avrai?

Nel duemilaedue avrei saputo che album ascoltare oggi.

Ci saremmo vestiti in modo ridicolo, tu coi calzoni troppo corti e io con una gonna grandissima verde, avremmo ballato perché ci sentiamo in dovere di farlo, con le gambe e coi sederi, avremmo preso una stanza per ballare, guardare la partita in televisione e tifare per quelli col cappellino più colorato, a te scappano di bocca i sorrisi, io nelle parole incespico, stai zitto che viene la musica, questa che ascolto adesso sono sette minuti e ventitré, se volessi avresti tutto il tempo.

Dovresti venire a piangere per me, qui dentro.

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