Se metti i numeri diventa una lista

Non ci credevo prima, figurati adesso.

Cosa vuoi che sia cambiato? Niente.

Don Abbondio era un vile ma Manzoni non l’ha detto. (L’ha raccontato, non l’ha detto.)

Se scommetto che fallisco non ho bisogno di sapere come andrà a finire la partita.

Napoleone Bonaparte entra in camera da letto e trova Josephine in un giocondo amplesso con un uomo che, evidentemente, non era lui.

Sono molto tranquilla perché so che se t’invitassi a bere un caffè a casa mia non ascolteresti nemmeno la mia proposta.

Caro diario, oggi quasi quasi piove.

Ho un’intuizione universale ma servile, quindi la tengo per me.

Saprai anche inventare le storie, ma non ti serve a niente se poi non le sai raccontare.

Sai cos’è una figura etimologica, una prosopopea e un poliptoto. Ma non sei capace di inventare una storia.

Oggi fa un po’ schifo ma domani sarà un giorno ideale per i pesci banana.

Ci ha pensato a lungo, poi ha scelto una camicia a quadretti bordeaux, delle scarpe bordeaux e la terza persona singolare.

Il secondo incisivo è sporgente e butta fuori tutti i sorrisi.

Dalla seconda fila, a giudicare da come accavalli le gambe, devi essere uno a cui vanno stretti i pantaloni.

La parola d’ordine di tutti i tempi è rendere superficiali gli avverbi. Se fossi d’accordo con me dovresti comunicarmelo al più presto.

Roma mi piace perché se decido di incontrarti posso farlo senza prendere gli aerei.

Mi sono iscritta a un circolo di lettura, a un laboratorio di scrittura e a un corso di esperanto. Qualcuno potrebbe farmi fuori, anche in un’altra lingua.

C’era una volta un poema. Poi arrivò Ezra Pound.

Il nome Giordano ha a che fare con la possibilità di scelta, il nome Maria ha a che fare con le gocce del mare, il tuo nome ha a che fare con un idraulico vestito da mago che viaggia in una macchina rossa.

L’amica di un mio non amico dice che se non si muove è morto.

(Hai imparato a sparire, coniglio?)

Per Aristotele le categorie sono dieci: la sostanza, la qualità, la relazione, il dove, il quando, il giacere, l’avere, il fare, il subire. Più cinque: i radical chic, i fricchettoni, i noiosi, i nerd e quelli che dividono il mondo in categorie.

Preferisco i romanzi massimalisti.

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3 pensieri su “Se metti i numeri diventa una lista

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