Giuliano vedeva i corvi

E di rivoluzioni tradite per punture di rose
non resta molto a parte le perdute occasioni
ma non vederlo come il frutto naturale
di un banalissimo amore.

Amor Fou – Filemone e Bauci

Eravamo davvero trenta in quella sala, col buio e i barman e i capelli biondi raccolti per il caldo. L’aria vuota: aspettavamo. Circondati da nessun odore: aspettavamo.

Poi venite su voi e la stanza si riempie e si fa calda. E siamo pieni di carne e buone speranze, abbiamo borse e vorremmo ballare, abbiamo mani e vorremmo toccare. Succede che viso contro viso facciamo bisbigli di tuoni e cappelli, cominci a cantare, sei soprattutto attento a non sbagliare, con le scarpe di nero lucidissimo e la maglietta di strappi nascosti male. E io ti seguo con parole serrate nelle note della bocca, la mia voce la conosco, voglio riempirmi della tua.

E tu hai gli occhi chiusi, suoni celeste, coi capelli lisci, si vede lontanissimo che sei lontanissimo. Hai gli occhi chiusi, Giuliano, e dentro c’è il bosco, rami che navigano verso l’altro, foglie appese come onde al cielo, e ti muovi piano, ti muovi lentamente, nel rumore leggero del collo, e dentro gli occhi hai il bosco: i sentieri sono maree, si allungano, scompaiono dietro un altro giro: accordi il vento, dondoli piano la testa, ti vedo lontanissimo nuotare, attorno hai ali di farfalle castane, naufragi verdi, corvi che volano a spirale nel tuo sogno stretto nelle ciglia strette. Le tue labbra diventano un flauto, canti, sussurrando quasi, il fiato che ti fugge dalla bocca.

Tu che resti un mistero, vorrei avere polsi di legno sottili che sappiano tenere il battito dei pentagrammi. E invece sono barattoli per le vene, nel mio sottovuoto germogliano, sfidando l’aria, soltanto parole. Non si perdono, s’incastrano nell’aria, che circonda la lunghezza del basso e si quieta, e si fa sola.

Non ho voglia di sapere: la bellezza delle cose dura solo un minuto. Ma il tempo dilaga sotto i nostri piedi, a me piace annegare.

E se questo è un sogno non mi voglio svegliare, giù dal palco siamo tutti artisti disarmati che aspettano la mezzanotte e le carrozze e i topi trainanti si disfano come al mattino quello che sei.

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