I fatti miei, prima, ora anche tuoi

L’hai visto Basilicata coast to coast? Io sì, con uno alla mia destra a cui piace l’intervallo al cinema, e uno alla mia sinistra a cui bastano due note per capire di che canzone stiamo parlando. Basilicata coast to coast è un film che ti fa ridere e ti fa commuovere, e ti fa venire voglia di farlo anche tu, quello che fanno loro, anche se non sei lucana e anche se non suoni il contrabbasso. A proposito, Max Gazzè è bellissimo quando abbraccia il contrabbasso come fosse una donna, è bellissimo anche con la riga su un lato e il passo distratto andante. Ed è bellissimo il silenzio che fa. Quando sorride gli vengono le rughe attorno agli occhi giganteschi e io ci vorrei passare la vita, rannicchiata in una di quelle rughe.

All’uscita dal cinema ci sono tre ragazzi: uno ha la maglietta nera, uno blu e uno viola. Quello con la maglietta viola è seduto dentro un carrello della spesa e gli altri due lo spingono, aspettano il verde e attraversano la strada, cavalcando le onde zebrate, con le braccia aperte a fare vento.

La colonna sonora di Basilicata coast to coast l’ha scritta Max Gazzè che mi ama ma non lo sa ancora. Caro, devo dirtelo, mica mi piace tanto la tua ultima canzone. Mica si può sempre scrivere bene, mi diresti tu, o tuo fratello, ché ancora non sono riuscita a capire di chi sono innamorata, ma questa cosa mi succede spesso e alla fine penso che in generale è importante essere innamorati, non essere innamorati di qualcuno.

La mattina dopo è il primo maggio e la radiosveglia mi suona alle otto e un quarto e parte, ma pensa te, la canzone di Max Gazzè. E quindi mi metto a ridere, è giusto. Aspettiamo una carovana di gente e per fortuna non piove. Il telefono comincia a squillare e non la smette più. Ho preparato un chilo di insalata di riso e non so se basta, ho fatto due tiramisù e c’è l’ultima bottiglia d’acqua (ma pensa che cogliona), nessuna birra e sei cremini in freezer. Non so quanti si fermeranno a dormire, ma in ogni caso si può sempre stringere, ci mettiamo in tre in un letto, ma che problema c’è? Per me potete restare tutta la vita, anzi, vorrei proprio che rimaneste tutta la vita.

E insomma io al concertone del primo maggio non c’ero stata mai. Ma fra tre mesi compio il quarto di secolo e allora ho una lista di cose da fare prima dei venticinque. Sì lo so, che palle queste liste. E vabbè.

Alcune cose le ho depennate: 1. andare al concerto del primo maggio (s’era capito?); 2. cantare senza vergogna (magari un pochino di vergogna, sì, poca) “spezzerò le ali del destino e ti avrò vicino”; 3. vedere quel tipo col Ta Da scritto sulla pancia (evviva); 4. ballare Il ballo di San Vito (questa ce l’avevo in lista da tre anni).

Adesso mi manca qualcuno con cui andare a dormire in un parco di notte. I parchi di notte sono chiusi, lo so. Chi se la sente di disobbedire con me?

(Ma se oggi grido forte il tuo nome, pensi che riesci a sentirmi?)

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2 pensieri su “I fatti miei, prima, ora anche tuoi

  1. Parco la notte? Si può fare… ma dove?
    Anche io per i miei trenta anni avevo una lista:
    – leggere la Divina Commedia
    – andare in Brasile
    – fare il bagno a mezzanotte
    Ovviamente ho “cannato” la seconda.
    Buon quarto di secolo.

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