Dopo tutto il mare

Avrei voluto rimboccarti la spiaggia sugli occhi

Con le caviglie ferite solo un poco per la presa dell’acqua,

farmi ricordare e farmi dimenticare sempre,

avrei attraversato il fiume, largo e verde, per festeggiare con te la primavera.

raggiungerti e allontanarti sempre.

Avremmo nuotato lucidi e nudi, risalendo i corsi senza fatica,

stravolti in faccia come dopo l’amore o la furia marina.

Invece sei pianura,

casa molle in cui ho raccolto

rami e vestiti

e cibo

per sfamare le stagioni trasparenti

indifese

nel nido che ti ho fatto sugli occhi.

(Non ti scrivo, non passa. L’acqua sotto questo ponte arriva traboccante e nera. Serviranno altri vent’anni per rifare a mano le esondazioni, impareremo a memoria i nomi dei fiumi che ci separano, faremo piogge e tempeste con le dita, ma soprattutto ci perdoneremo per tutte le distanze.)

Spacca la terra il mare.

Anche vicino mi mancheresti.

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2 pensieri su “Dopo tutto il mare

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