Fazzoletti (seconda puntata)

Il primo giorno di primavera

Il primo giorno di primavera ci sono sedici gradi. Il cielo è una crosta bianca con le parabole ai lati. Oggi è spigoloso, mi hai detto, e sei uscito dalla stanza con l’accappatoio celeste che ti ho prestato io, perché questa non è casa tua e mi chiedo che diavolo stai facendo qui.

Santana sei un bastardo (un videogioco molto interessante)

Santana è un bastardo perché fa canzoni dal testo così piccolo che non hai nemmeno il tempo di doppiare la barretta blu dell’eccellenza. Vuole solo farti capire che lui è un chitarrista strafico e che se provi a suonare in modalità facile (tasto verde tasto giallo tasto rosso) non arrivi nemmeno al novanta per cento e alla fine ti fa male il braccio.

Niente di trascendentale

In tv Di Canio continua a ripetere che Seedorf ha giocato bene ma non ha fatto niente di trascendentale. Io lo guardo sciolto nei cristalli liquidi e vorrei dirgli lo sai che le tue sopracciglia mi ricordano le zampe del mio cane? ma lui si ostina a ripetere niente di trascendentale niente di trascendentale e sicuramente trascendentale è la parola difficile che ha imparato oggi, e sicuramente se gli chiedo chi era Kant pensa a tutta la formazione della nazionale tedesca degli ultimi vent’anni ma di questo Kant nemmeno l’ombra.

La ferita della melanzana

Le melanzane sono buone anche fuori stagione, i miracoli dell’ogm, le serre della provincia romana, due euro e quarantacinque al chilo, la buccia lucida lucida come una scarpa di pelle. Le metti nel sacchetto e una melanzana ti punge il dito, un puntino di sangue sull’indice, la ferita della melanzana, mi hai ferito melanzana, ci mancavi solo tu.

Il primo giorno di primavera (il cerchio)

Il primo giorno di primavera ci sono sedici gradi e il cielo è una crosta bianca con le parabole ai lati. Al primo giorno di primavera ci tengo moltissimo. Mi abbracci e mi dici Hai superato l’inverno, come i combattenti. Li sento gli occhi: squame di pesce lucide e salate sulla fronte. Le ciglia sottili: ho superato l’inverno, sono un soldato con le labbra serrate e il capo stremato. Finalmente crollo al suolo e sciolgo le armi dal fianco. Vinco, con la terra in bocca, con le ferite sulle guance. La battaglia è stata umida di sangue.

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