Linea d’aria

Primo tempo

Allora, funziona così.

Io sto in una stanza, con te. Metto su il caffè. Quanto zucchero? non te lo chiedo, lo so, due pieni. Ho le tazzine bianche coi fiori liberty che salgono fino al bordo e fino al bordo della nostra bocca. Posi il cappotto sul divano, piegato, sei ordinato. Sul cappotto appoggi la borsa, sì, sei sfacciatamente ordinato.

Ti dico che stasera potrei anche morire, con la marcia delle duemila formiche nel campo aperto delle mie vene, sobbalzanti, ecco come, come un cuore chimico che non smette di esplodere.

Sale nel fumo e dentro non c’è il Brasile né l’Arabia, dentro ci sono delle facce che spariscono e tante piccole esse che si allungano fino ai vetri, appanando gli occhiali e le finestre.

Funziona così.

Io ho la tazzina in mano a scaldarmi mezzo palmo, sto da una parte della stanza e tu dall’altra, hai la tazzina in mano a scaldarti mezzo palmo. Tra me e te mettiamo le distanze per non contaminarci troppo, per evitare l’assalto reciproco delle storie che abbiamo sciolto e se non stiamo attenti finiranno per morderci, se non stiamo attenti qualcosa succederà e non potremo impedirlo.

Io sto da una parte della stanza e tu dall’altra. Non li vedo ma li sento. Fili sottili come saliva che si condizionano, si fanno spago nero e teso e quindi lacci, mi sembra impossibile, mi ritrovo legata.

– Immagina che a un certo punto la stanza ci inghiotta, e sui muri ci sono delle fotografie, forse dei poster, forse dei chiodi.

(Sono un cane. Sono la mano di una bambina sulla mano del padre. Sono senza scarpe nella tua testa e vedo esattamente quello che vedi tu e voglio esattamente quello che vuoi tu.)

– Ti seguo, continua, ti seguo.

*

Secondo tempo

Un giorno mi scrivi e mi dici Vado via, mi porterai le arance, quelle rosse da spremuta, con la buccia sottile, tutti i giorni in cui starò male, tutti i giorni?

E io non ti rispondo. Ti abbraccio ma hai messo distanze. E sicuramente non volevi, cosa cazzo ci possiamo fare se la vita è ingiusta e la gente va a vivere insieme quando non dovrebbe? Era ragionevole camminare per dieci minuti attraversando edicole e tavole calde. Citofonare interno A, il nome è il primo a sinistra, in alto tra gli altri. Com’è che ti affezioni alle cucine degli sconosciuti? Ti dico È facile, prendi due libri, prepara la pasta col sugo finto, due matite, una carpetta blu, non è che per caso hai un cioccolatino?, la storia della chiesa copta, a mio fratello hanno rotto il naso, sì due cucchiaini anche per me, posso uscire in balcone? certo, magari un giorno mi entrano in casa i ladri, guarda, sarebbe facilissimo, no dai, questa è una cosa troppo didascalica, beh la tua è banale, di’ pure che fa schifo, dai, dillo, ma vaffanculo, la storia della caffettiera la metti un po’ a buffo, mica lo so se funziona, oh ma cazzo ridi, guarda che ero seria, questa è geniale.

Ma noi non siamo amici, dai, ci conosciamo solo da due mesi, ci frequentiamo da poco.

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2 pensieri su “Linea d’aria

  1. Alle volte funziona solo se il caffè è buono, altre volte, c’è chi dopo preferisce non fumare. Dicono che con il tea sia meglio…

  2. ci sono alcune tue cose che mi piacerebbe leggere in pubblico, forse tra una mia canzone ed un altra. non so cosa tu ne pensi…volevo anche dirti di mandarmi le mail al mio indirizzo principale di virgilio, lo trovi sul mio myspace…

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