amorenonesisto

(“Sono a Vienna.”

Mi hai scritto solo questo. Ho guardato lo schermo del telefonino per tre quattro venti minuti. Dimmi qualcosa di più. Dimmiqualcosadipiù.

E’ la tua prima volta a Vienna. Le strade sono troppo grandi, le vetrine troppo care, gli occhi troppo chiari. La tua prima notte viennese. Hai trovato casa.

Sei proprio bello e mi dispiace sempre un po’ fartelo notare.

Ti manco? Ti sono mancata? Spero di no, spero che tu non mi abbia pensato mai nemmeno un momento. Spero che tu mi abbia dimenticato, amore caro, amore bello. Vuoi sapere di me? Vuoi sapere come sto? Amore, non esisto, amore, non ho sostanza, non ho ricordi, ho una cassa lucida e chiara che mi copre i polmoni, non ho corpo amore, non esisto, amorenonesisto. Però ti scrivo, sì, ti scrivo. Coi pulsanti accesi nei polsi e lo spegnimento automatico del telecomando.)

Volevo dirti che a Milano c’è Schiele, mi ci porti?

[Lei pensa che le cose siano andate così.]

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