Nel diario – presente e poi passato prossimo

Nel diario scriviamo che abbiamo mal di testa e scriviamo di quelle volte che siamo usciti per prendere il gelato pistacchio e stracciatella che era ancora marzo e avevi la bocca irritata dal fumo, il palato, e sotto la lingua.

Nel diario scriviamo quelle poche volte che ci siamo sognati, a togliere lettere alle insegne bianche della città, a proseguire la serata nelle gambe, oppure scriviamo i miei sogni pieni di dita, di solitudini, di spettatori, di capelli ricci, di ghigni e filastrocche crudeli che partono dalla tua bocca.

Nel diario scriviamo che ci diamo gli appuntamenti e poi uno dei due non viene mai. E quando quello che manca sei tu io metto sempre la stessa canzone finché l’animale che tengo nel petto non smette di piangere. Ma l’animale, diceva un tale, vuole te.

Nel diario abbiamo scritto, senza cancellare, anche quelle cose che ci sembravano inopportune. Forse qualche pagina l’abbiamo strappata perché bruciava, come sigarette o baci, però non abbiamo cancellato niente.

Un pensiero su “Nel diario – presente e poi passato prossimo

  1. …quel tale con l’animale dentro che non lo fa vivere felice mai io credo di conoscerlo…

    (sempre un piacere leggerti, ma questo lo sai già;)

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