Servimi geografia sopra il tuo corpo

Il fatto è che il mondo dovrebbe stare tutto su una carta geografica di mezzo metro per mezzo metro. Dovrebbe essere piatto e piccolo così io e te diventiamo due pulci invisibili che attraversano il mare con un salto solo.

E adesso potrei raccontarti una storia.

E nella storia ci sono un lui e una lei, come sempre. E lui non ti dirò mai come si chiama, mentre lei si chiama Alessandra. E lui deve partire ma non vorrebbe. E lei, lei non lo sappiamo che pensa. Che pensi Alessandra?

Io Ferrara non voglio proprio lasciarla, Ferrara, non voglio proprio lasciarti, Alessandra.

La storia di uno che preferiva starsene a casa a scrivere, magari a scriverti, Alessandra, che sei il mondo e del resto del mondo chi se ne importa, il resto del mondo lo facciamo assieme, ci mettiamo davanti le carte geografiche e viaggiamo con le dita, attraversiamo in un secondo tutta l’Asia e se chiudi gli occhi ti porto sulla luna, riempiamo il mare d’impronte digitali, i nostri polpastrelli s’incontrano nell’oceano e seguiamo la curva dei golfi con le unghie e con l’indice ti porto in bocca il sapore del mare, hai la lingua salata Alessandra, hai la lingua che si fa Africa nella mia bocca.

E mentre ti scrivo senza pensarti, Alessandra, perdo la ragione. Se lo vuoi sarai per me il mio errore perenne, il mio sentiero, il mio pensiero, e quando sarò completamente pazzo dovrò recuperare il senno. E non sarà necessario arrivare fin nei valloni lunari, scomodare cavalli alati, invocare santi per me, Alessandra, per me è necessario il tuo corpo, bianco come le rose e con mille e mille baci ti scivolerò sul collo, ghiaccio i polsi, saranno per me carezze finniche a sciogliere le nevi di questi lacci, mille baci e mille sopra i tuoi seni ridenti e lentamente ritrovo il mio senso, il profumo marino del tuo ventre, se mi tieni stretto, adesso, è il tuo corpo in versi e il cielo sembra niente.

Io non ti voglio lasciare, Ferrara, tienimi, Ferrara, tienimi stretto, stringi i tuoi nodi, Ferrara, rendimi fede e pace, aprimi le strade, aprimi le tue strade nel cuore, Ferrara, aprimi il cuore.

La storia di uno che un giorno va via. Perché anche se t’innamori alla fine devi rendere conto al buonsenso. Se solo fosse davvero possibile perdere la testa e peccare sempre d’incoscienza. Se solo fosse possibile abbandonare le cose che devi, per fare solo le cose che vuoi. Se fosse possibile io adesso sarei con te, Alessandra. A casa mia, a mangiare cose semplici che farebbero schifo a un re. Ma quanto ci sentiamo belli, io e te, con un pezzo di pane e una coperta ruvida e scura che ci copre le ginocchia e sotto le tue ginocchia sono sottili, lisce come marmo, fatti toccare. Se fosse possibile io adesso sarei con te, Alessandra, a Ferrara, a fare l’amore di nascosto perché non possiamo, io e te, gridarci i nomi nella notte.

Se fosse possibile, io vorrei con te viaggiare per le strade del mondo, sulle carte geografiche, sempre nel letto, lasciare agli altri tutte le pene e le preoccupazioni, godere del giorno, godere di tutti i giorni, chiudere queste parentesi che lasciamo in sospeso (io e te a Ferrara), ti scrivo che torno presto e non so mai a chi consegnare queste lettere, non so se ti arriveranno, se attraversano davvero il mare, qui la terra è secca e mi manchi e te lo dico in rima e non ti scrivo il nome perché il nome è tuo.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...