Un attacco d’ansia

Un. Attacco. D’ansia.

E io che pensavo: ecco, un attacco di cuore. Ventiquattro anni e un attacco di cuore, Dio che modo idiota di morire. Ma si muore davvero? Oh! oh! Non può essere adesso, adesso no. Ho sbagliato tutto, ma pensa che razza di modo, idiota, di morire, improvviso, Dio, che cosa, ridicola, non sono pronta, non sono, pronta, cazzo.

Hai avuto solo un attacco d’ansia, mi dice la dottoressa. E mi guarda con compassione, ha gli occhi piccoli e verdi, la bocca sottile, è indubbiamente bella e vorrei farle una di quelle domande tipo: le capita di essere presa poco sul serio per il fatto che è figa?

‒ C’è qualcosa che ti preoccupa? È un periodo particolarmente stressante per te?

Mi dà del tu, è normale, potrei essere sua sorella. Ho una sorella dottoressa col cartellino appeso al camice come nei film e le leggo il nome e me lo scordo. Ho una sorella che mi dice, dammi la mano, coraggio.

‒ Posso darti del tu anch’io? Anche se tu già lavori e io sto ancora dietro ai libri?

Non ho voglia di raccontarle la mia vita. Ma mi chiede come sto in un modo che non è proprio da dottori, mi chiede come sto con una voce sottile e pulita e mi guarda, mi guarda come se mi stesse proteggendo, come se mi dicesse, tranquilla, al di là di queste tende non c’è nessuno, solo io e te e ti puoi fidare di me perché non ti devo niente, sono un medico, e non mi devi niente, sei una ragazza con un attacco d’ansia.

Sorride.

‒ No, solo gli esami.

Mento.

Sorride.

Cinque secondi di silenzio.

‒ La sai quell’ottava dell’Orlando furioso che dice di non fidarsi delle promesse degli amanti che tanto se le porta il vento?

No che non la sa. Perché invece di studiare le donne, i cavalier, l’armi e gli amori lei studiava l’anatomia del miocardio e del pericardio e le sostanze betabloccanti. Lei salva le vite, io mi gingillo con la Letteratura. Questi sono quei momenti in cui pensi delle frasi che hanno le parole vita e fallimento troppo vicine.

‒ Allora, c’è quest’ottava del Furioso che dice: “L’amante, per aver quel che desia, senza guardar che Dio tutto ode e vede, avviluppa promesse e giuramenti, che tutti spargon poi per l’aria i venti”.

‒ Vi fanno imparare ancora le poesie a memoria?

(Non è una poesia, sono quattro endecasillabi di un’ottava.)

‒ No, ci sono delle cose che imparo a memoria per sentirmi meno sola.

‒ Questa poesia ha a che fare col tuo attacco d’ansia?

Mi guarda.

La guardo.

Sospiro.

‒ Mi darà delle gocce? Che so, dei tranquillanti. O delle pillole.

Sorride e fa no-no con la testa. Dice:

‒ Coraggio, tienimi la mano. No, non così, rilassati. Bene e adesso chiudi gli occhi. E pensa a qualcosa che ti faccia stare bene, che ti rilassi. Dimmi, cosa vedi?

(Vedo te che mi tieni la mano in una stanza azzurrina con una striscia blu scura in mezzo che attraversa le pareti in senso orizzontale e io lo so come si fa a fare una striscia più scura in mezzo a una parete chiara, devi mettere il nastro adesivo sopra e sotto e poi passare il pennello mentre stai accovacciato con la schiena, lo so perché lo faceva mio nonno quand’ero piccola e io lo stavo a guardare inspirando tutto l’odore della vernice con gli occhi chiusi e adesso tutte le volte che sento l’odore della vernice chiudo gli occhi e mi sento a casa.)

(Vedo lui che mi tiene la faccia tra le mani e le sue mani sono ruvide e calde e mi guarda e non mi bacia e sorride e quando sorride gli vengono le rughe sotto gli occhi ed è bellissimo di una perfezione fuori luogo che mi fa pensare che non posso farci niente.)

‒ Vedo il mare. Sento il mare. Non c’è nessuno, sono da sola. Sono sdraiata sulla spiaggia. Sulla spiaggia ci sono i ciottoli e mi pungono le vertebre e fanno male. L’orizzonte è netto. Dal lungomare vedo due ragazzi che discutono e hanno in mano un pallone. Dietro le case tramonta il sole. L’orizzonte è netto e io ho voglia di dormire.

Se la mia nuova sorella dottoressa fosse una psicologa mi direbbe l’archetipo materno il liquido amniotico la definizione della propria personalità una questione di transfert il tempo scaduto la mancata risoluzione di certi complessi infantili la distanza tra te e l’Altro l’importanza dello spazio nel rapporto tra te e l’Altro e altre cose inutili e giustissime. Ma la mia nuova sorella dottoressa è specializzata in cardiologia e io sono nel suo reparto per errore. E mi dice solo:

‒ Bene, se dovesse capitarti un altro attacco d’ansia cerca di richiamare alla mente questa immagine e respira profondamente. Studia, ma studia serenamente, non dare possibilità all’ansia di impadronirsi di te. E non preoccuparti, non è niente di grave, capita a molti al giorno d’oggi, viviamo in condizioni molto stressanti.

Io penso che adesso mi viene davvero un infarto perché le ho sentito dire “al giorno d’oggi” e “condizioni molto stressanti” e mi sento come Nanni Moretti in quella scena di Palombella rossa dove dice “kitsch, aaaah” e si stringe una mano sul cuore. Ma la mia dottoressa è troppo gentile e io ho appena avuto un attacco d’ansia e quindi mi calmo e sorrido. Lei sorride, si alza, si sistema il camice e si mette la penna nel taschino. Mentre va via le dico:

‒ Eppure lei dovrebbe capirci qualcosa, di cuore.

‒ Sì, ma il tuo è solo un attacco d’ansia.

Non coglie, si vede che non ha studiato Ariosto.

2 pensieri su “Un attacco d’ansia

  1. Una volta conoscevamo un tale. Gli si ruppe il cuore. Non credeva agli attacchi d’ansia. Quindi si presentò da un chirurgo per farselo ricucire. L’operazione non ottenne i frutti sperati. Era notte e l’uomo decise di finirla: si gettò in un pozzo, buio e profondo. Giù nel pozzo ebbe un attacco d’ansia. Risalì verso il chiarore e la luce e si ritrovò a farsi stringere la mano da una dottoressa. Uscito fuori ebbe quel che si dice un “colpo di fulmine”! Di fronte alla donzella il cuore aveva ripreso a funzionare, e pulsava, pulsava, pulsava… Non sappiamo se avesse mai letto Ariosto, ma siccome noi stiamo continuando a leggerti, colpiti, ci siam permessi questa storiella per rinnovare i nostri complimenti, che speriamo saprai perdonare… Ciao!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...