Io duetto da sola

Ti basta girare l’angolo per sparire. Le mie stanze non sono rotonde e io ho bisogno di nascondermi. Tu di cosa hai bisogno?

Forse prima o poi perderò l’amore per le piccole cose.

Come stai? Sto bene che vuol dire? Non piango, quindi sto bene. Non soffro, quindi sto bene. Cammino, quindi sto bene. Respiro e posso parlare: sto bene. Se voglio posso anche tacere, sto zitta, respiro, sospiro. Sto bene. I castelli che si disfano nel petto: sto bene. Sento il rumore delle macchine che sfrecciano in direzione San Giovanni, lo sento: sto bene. Vedo il semaforo che diventa arancione, rosso, verde: sono i colori: sto bene. Non piango, sto bene. Ho dieci dita e posso usarle tutte per accarezzare i gatti, ma non ho gatti, non ho te, non ho nessuno: sto bene.

Domandami ancora una volta se piango, se ogni equilibrio si è rotto.

La prima volta che mi hai deluso, Amore, avevo sedici anni. (Ascoltavo sempre Novembre ’99.) Sei troppo piccola per sapere che vuol dire amare. Sei abbastanza grande invece. Una cosa che ancora non capisci è il motivo per cui certe canzoni solo per la musica ti fanno venire voglia di mangiare il mezzo fungo di Alice e diventare una cosa invisibile, una cosa invisibile che se c’è dà fastidio, un moscerino che il tuo occhio ha raccolto per strada.

Dovrei rivalutare tutto dal principio, trovare la forza e l’audacia per farlo.

Ma è ancora inverno, ancora per due mesi, poi speriamo che succeda presto primavera. (Speriamo che succeda presto primavera). Ripariamo tutti i nostri strappi, le cose che si sono rotte, i miei occhiali eterni, ma dei due sono quella che vede meglio e ti darò il braccio ancora per milioni di scale. Sarà primavera, saremo insieme. Non sono sicura di niente. Le cose giuste, l’ho capito, non esistono. I sentimenti sono sempre storti e la tua bocca invece mi veste perfetta. Un giorno saremo vecchi e avrò una caviglia fasciata e mi darai la mano per aiutarmi a salire sopra i marciapiedi. La verità è che non esisti e da quando sei andato via mi sveglio tutte le mattine con le tue mani in faccia. Ti sento vicino, sei vicino, sei troppo vicino, sei dentro.

Forse prima o poi perderò l’amore per le piccole cose.

Questa sono io. Sono io. Sono questa. Mi sembra, sono sicura, di non essere niente.

4 pensieri su “Io duetto da sola

  1. ‘Ho dieci dita e posso usarle tutte per accarezzare i gatti, ma non ho gatti, non ho te, non ho nessuno: sto bene.’

    Mi sono innamorata di questo testo.

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