nel freddo senza aggettivi di questi giorni

– Ma io veramente non lo sento.

– Ma sì, c’è freddo, come fai a non sentirlo? C’è freddo.

– Ma io veramente non lo sento.

Sono venuta via dal letto con gli occhi bucati e non avevo più i piedi non mi sentivo le orecchie e c’è meno freddo fuori dal piumone, pensa che strano, ma tu non lo senti questo gelo che ricopre la casa i pavimenti i panni stesi in cucina gli asciugamani in bagno e tutte le nostre assenze?

– No, a dire il vero non lo sento.

Le finestre hanno i doppi vetri e si appannano appena metto su da mangiare. Che facciamo oggi da mangiare? Facciamo le patate, no le patate no, facciamo la pizza, dai, oggi facciamo la pizza, no, la pizza non si cuoce, resta cruda e deve lievitare e senza i libri la pizza non si può mangiare, fa male.

Fa male.

Oggi non mangiamo perché hai deciso che magra sarai più bella, però non lo dici a nessuno. E quando pensi che la tua pancia è storta c’è sempre qualcosa che non va e che non racconti in giro. Dovresti mettere all’asta tutte le cose che hai scritto che hai detto o che hai soltanto pensato per accorgerti che in fondo alla strada c’è un un signore con un martelletto in mano che dice la festa è finita mentre ti giri e torni a casa da sola.

Invece continui a infilare esseoesse nelle bottiglie. Il mare se le porta. Ogni tanto qualcuna torna. Ogni tanto qualcuno risponde. Il mare ti manca: ti manca tua madre che fa le onde nelle tue orecchie e tu l’ascolti l’ascolti e ti addormenti.

E qua non ti dico cosa sta succedendo, dice tua madre, il mare è tremendo, hanno chiuso le strade, le macchine, il sindaco, i telefoni di casa, le transenne, i muretti, le barche, e qua non ti dico cosa sta succedendo. Tu come stai, normale, non bene, ti sento: mi sembra tu abbia dieci anni di silenzi sulle spalle. Io e tuo padre no, io e tuo padre i silenzi sono venticinque.

Quando ridi. Quando ridi non ti diverti. Non sempre. Quando ridi stai solo evitando di pensare. Quando ridi è perché sei un po’ ubriaca e Andrea ha sei euro da dividere in due e non si sa come fare. Quando ridi è perché hai steccato mentre cantavi despite all my rage I am still just a rat in a cage.

In Belgio nevica, in Danimarca nevica e probabilmente nevica anche a Bologna. Qui no. Spero che non nevichi, la neve adesso, la neve, sarebbe una cosa sbagliata. In Danimarca nevica, la massima di oggi sarà meno sei e per tornare a casa ci metti un’ora e venti invece di quarantacinque minuti e hai i piedi bianchi bianchi che sembrano trasparenti che sembra che non esistano più. In Belgio nevica e mi chiami alle dieci, mi chiedi di controllare se gli aerei partono, da Charleroi, per Bologna, oggi, alle tre. A Bologna c’è freddo come a Bruxelles, però non lo so se c’è la neve anche se ieri al meteo hanno detto Nevicate sulla Romagna e io ho pensato, ecco, di nuovo, la neve.

E qui c’era una frase di chiusura che avevo scritto e poi l’ho letta e poi l’ho cancellata.

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2 pensieri su “nel freddo senza aggettivi di questi giorni

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