Un segreto che tengo per mano #4

Ho provato a mettere ordine, mentre costeggiavamo i corsi d’acqua artificiali scavati apposta per i turisti. Volevi vedere dal vivo il rumore della secessione viennese, quando il Novecento cercava di darsi un tono mandando le prospettive a puttane. I nomi austriaci sono colpi di glottide e follia di nervi, io non mi ricordo le lettere che teneva insieme il nome del museo, io ti tengo per mano per arrivare con te da qualche parte.

C’ero già stato. Avevo già visto. Avevo già sorriso. C’ero già stato, ma la secessione viennese non aveva i tuoi occhi.

Ho provato a mettere ordine e non ci sono riuscito. Forse serve una tavolozza d’eterno rimpianto per dipingere la sostanza di questi giorni. Tu cammini e non ti volti, ti guardi la punta delle scarpe (dove mi portano i tuoi piedi? dove mi portano le tue gambe?) non sai a cosa sto pensando mentre ti si appannano gli occhiali, per il freddo, hai le mani fredde, hai le mani freddissime e io ho voglia di stare con te in una casa.

Non mi guardi negli occhi. Di cosa hai paura?

Invece finiamo in un albergo. No che non faremo l’amore. Le lenzuola sono arancioni, le lenzuola sono rosse, le lenzuola sono azzurre, scrivo che le lenzuola sono del tuo colore preferito, a me non interessa il colore delle lenzuola.

Volevo trovare un altro modo per dire che stiamo bene insieme. Invece ti ho cercato la guancia e ti ho detto, sto bene con te. La poesia che si fa fottere dalla verità. La verità è che poi sorridi e mi riscatti i versi.

Mi liberi il cappotto dai bottoni, ti fai largo con le braccia.

– Ma ho freddo, ti dico.

– No che non hai freddo.

No che non ho freddo se non smetti di attraversarmi.

Quando ti slego i capelli, quando ti sciolgo le mani, quando si annebbia la mente, ora che non ti allontani, più, ora che non sei più lontana.

– Non te lo posso dire.

– Cosa?

– Che già mi manchi, non te lo posso dire.

– Allora scrivimelo sulle mani.

(mi manchi,

te lo vorrei scrivere con la lingua, sulle mani, sulle righe delle mani, sulle unghie, sopra i polsi. E tu dovresti chiudere gli occhi per leggerlo. Scorrermi la saliva con un dito. Ciechi o animali, cosa siamo io e te in questa notte? Imparo il tuo sapore, cerco di non ferirti cerco di non cambiarti: chiudi gli occhi che ti disegno la bocca. Le nostre voci rapprese scomparse del tutto – non mi ricordo dove e non mi ricordo quando – ho detto: non voglio smettere di scriverti addosso. Tu che mi cancelli dal corpo tutte le parole con un numero irrisolto di carezze e il desiderio che si avvera solo se non lo dici solo se lo scrivi piano solo se io e te restiamo solo se io e te restiamo per sempre intrappolati in questa notte.)

Invece tengo le dita intrecciate alle tue, dietro la schiena. Di nascosto, così non si vede. Così quanto ti voglio non si vede.

Ci guardiamo negli occhi. Di cosa abbiamo paura?

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3 pensieri su “Un segreto che tengo per mano #4

  1. Lei ti legge, come me.
    Lei da più tempo di me, io ti ho scoperto così, facendo zapping tra i blog, a caso. Lei invece ti ha scelto con cura, lo so, fa sempre le cose con cura. Lei è così tante cose che non penso neanche possano interessarti, in fondo.
    Io è raro che commenti, ma qui, adesso, è un sacrosanto dovere. Perchè Lei mi ha scritto, ieri:

    “Vorrei averlo scritto io.
    Vorrei averlo scritto io per te.
    Vorrei averlo scritto io per te e avertelo spedito in una busta.
    Fai come se.”

    Beh, sarà banale, sarà quello che vuoi, ma hai interpretato alla perfezione ogni parola, ogni sensazione, ogni atmosfera dell’emozione di un sogno altrui.
    Semplicemente perfetto.
    Brava, brava, brava.

  2. Dirti grazie, basta? Però davvero. E’ banale uguale, però grazie davvero.
    E grazie a Lei, che non so chi sia, che mi piacerebbe tanto sapere chi è e poterglielo dire con la voce: grazie, Lei.
    E se vorrai tornare, se vorrà tornare, io sarò qui a stringervi la mano con un sorriso gigante.
    Nel frattempo, con fiducia, vi abbraccio.

  3. adesso, con il mio commento, sciuperò queste tue mervigliose parole. meravigliose è dire poco! forse l’aggettivo giusto non lo so trovare. forse non esiste ancora. veramente belle!non so cos’altro aggiungere perché sono senza parole :)

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