voleva andare da un’altra parte

per fortuna arriva la mezzanotte che divide il passato dal futuro. e tu mi dici, la mezzanotte non esiste, è come il presente, è come noi. e io vorrei cucirti le palpebre, così poi piangi e alla fine so che piangi per me. sono d’accordo, il presente che cazzo è? un momento ti cerco e il momento dopo già ti odio, e in mezzo non c’è niente. le tue mani sono verbi coniugati al condizionale.

io non occupo nessuna posizione. sono un disco bellissimo che è passato di moda. il mio sorriso è la mezzaluna che porti in cima alle unghie. ed è poca cosa perché le mani non te le guardi mai. ogni tanto mi rosicchi mentre m’insegui col pensiero. mi porti via e non te ne accorgi nemmeno.

poi è mezzanotte. i tempi si aprono, si aprono. il silenzio è notte. una cosa finisce una cosa comincia. è mezzanotte, hai ragione, il presente non esiste. ma tu che sei passato, tu che sei futuro, tu che non esisti. aiutami a finire queste frasi.

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