e lei ha un nome greco che se lo pronuncio le labbra si toccano

Lei non la vedi, nemmeno se mi guardi dentro. È trasparente, è rosa, è piena di nodi. Io posso allargarti i lembi di carne che mi coprono la pancia e sorriderti: tanto non la troveresti comunque. Lei è da un’altra parte e di tanto in tanto affonda le dita e mi racconta come sono fatta dentro. Oggi mi ha sorpresa mentre mi guardavo gli occhi scivolarmi piano sulle guance. Ha detto che mi segue e le mie spalle le ho sentite protette. Ha detto, ti sento traboccante, le tue parole per ora hanno qualcosa in più, qualcosa di diverso. Ha detto, le tue parole per ora sono viscerali, partono da luoghi dove passano solo cose vere. E io dicevo, cosa? ed è come nascondersi la dita dopo aver frugato nella marmellata. Non ho più parole per coprirmi, è evidente, le sto usando tutte per spogliarmi. E lei è una che quando mi dice ti leggo vuol dire che ha raccolto tutti i miei vestiti per dirmi che non mi servono. E io sono una che quando mi dice ti leggo le tolgo di dosso ogni distanza e le sorrido come se fossimo state sempre accanto.

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