A come Attesa (#5)

E quando sei uscito di casa hai detto che mi amavi tantissimo, o forse hai detto che ti piacevo o forse qualcos’altro che non ricordo. E io ti ho sorriso, ma tu già non mi vedevi più, tu andavi e ti chiudevi dietro le mie mani, i miei occhi rovesciati nel vuotatasche all’ingresso, asciutti e freddi come monete. Io non ho reagito, mi sono solo limitata a smettere di respirare, mi sono messa come un cane ad aspettare il tuo ritorno. Volevo festeggiare, farti calda ogni stanza, mettere al letto lenzuola profumate e tende pulite alle finestre. Lucidavo parole come forchette d’argento, tiravo fuori vecchie canzoni per questa nuova canzone d’amore. Ho consumato il giorno a furia di strofinare le ore e quando s’è fatta notte mi sono fatta triste. Sono rimasta alla finestra pensando che era solo questione di tempo, che ormai non eri più lontano. Ho ritagliato dalla testa ricordi, capelli, le tue frasi improvvisate senza cura. Non ho avuto nemmeno la forza di arrabbiarmi, in me monta solo nostalgia. Qualcosa ancora aspetta, nuda sul bordo della finestra, ma il vetro è tanto liscio che assomiglia al ghiaccio.

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