Se agisci il pensiero va via

Adesso mi metto a lavoro: scrivo l’articolo in clamoroso ritardo, leggo i racconti di una nuova autrice, sistemo quegli altri perché ormai restano solo due settimane e chi li ha scritti non è che fosse poi così portato e se rimane tempo (quand’è di preciso che il tempo rimane?) mi spiego anche perché le donne dell’antica Roma lavavano i panni con l’urina dei maschi e perché per Augusto c’erano un sacco di oculisti e santoni.

All’ora di pranzo preparerò il pranzo, intingerò l’attesa nel sugo e aspetterò che l’acqua sia calda per sgrassare le pentole.

Quindi sceglierò cosa indossare per vedere Gloria, quali parole dovranno coprirmi le mani, dove dovrà cercare le domande perché i miei palmi sono privi di risposte.

E vedrai che anche questa volta passerà, sparirà nel fumo il tondo che si ripete senza mai un grassetto e sui miei occhi bianchi rimarrà soltanto dicembre.

Un pensiero su “Se agisci il pensiero va via

  1. Mi troverai in uno stato pietoso. La sorte ha voluto che proprio oggi succedesse una cazzata per cui sto andando fuori di testa e mi spavento di me.
    Fossi stata un’altra, chiunque altra, avrei rimandato l’incontro. E invece, con te, lo aspetto contando i minuti.

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