la felicità ha occhi scuri e bocche grandi

In piazza Navona c’è un artista dal lungo cappotto arancione. Ha un Gatto Silvestro che fa sparire sotto un fazzoletto rosso. E quando chiama i bambini dal pubblico questi lo guardano e si sorridono forte, perché sono compagni dello stesso gioco e probabilmente abitano lo stesso regno. L’artista fa le magie. Fa scomparire Gatto Silvestro sotto un fazzoletto rosso, e dietro la schiena i palloncini dalle sue mani diventano cani. Ma tutti s’incantano e io sospiro quando apre le danze: sulle note più leggere del mondo improvvisa un amore. Una sfera di plastica trasparente come una bolla gli corre lieve sulle braccia, lieve, che non senti più nemmeno un rumore.

Sopra il cielo era rosa nell’ora in cui gli inglesi invece di godersi lo spettacolo sorseggiano tazze di tè coloniale. Sopra, nel cielo rosa delle cinque, uno stormo infinito di uccelli migrava verso Sud, e io ero un’infiltrata nelle loro ali.

Sotto c’erano le luci di una giostra che pensavo esistesse solo nei film, coi cavalli e le carrozze, e i piccoli principi che sbracciano a salutare le loro madri principesse.

E accanto a tutto c’ero io, una persona normale. E una bocca grande così, per sorriderti meglio quando è ancora buio.

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