(un’ariflessione)

Non so perché si dice “mi prende male”. Però mi prende male. Ho la vita piena di ostacoli alla mia felicità. E per rimediare faccio la cosa più femminile che conosca: me ne creo sempre di nuovi. Avrei davvero tante cose poco interessanti ma molto utili da fare. E altre cose molto più interessanti e meno utili a breve gittata. Giro per casa ripetendomi “che palle” e per strada col mantra del “ma che me frega”. La cosa più eccitante che riesco a immaginare è infilare un dito nella corrente. Mi sono fatta un tumblr che non sono capace di tenere aggiornata. Io forse non sono fatta per tumblrare. Magari se fosse stata una parola con più vocali avrei saputo meglio come comportarmi. Il fatto è che non faccio il mio dovere. A meno che il mio dovere non sia questo. Ah, vorrei essere la destinataria di cento lettere, e la dedicataria di mille poesie. E’ carenza d’affetto o egocentrismo latente?

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