Radiogramia

Quando mi sono seduta tra gli altri,

quel pomeriggio di primavera,

nessuno si era accorto di me, perché non porto mai niente di speciale, ma abiti modesti che evitano gli sguardi e provano come possono a rendermi invisibile.

Nemmeno tu hai cercato di spogliarmi un poco dal mio ingombro di maschere, ti sei limitato a guardarmi per pochi secondi, dimenticando in fretta il mio nome.

Non sono stata più di altri. E non sono stata meno di altri, se non di pochi dalla luce invadente e sincera.

Il vento cambia sempre in autunno, e già soffiava, stanco di fiori, in bocca ai primi giorni di settembre.

Per quattro volte ho lasciato che il mio corpo dimenticasse sé stesso.

Per quattro volte ho dimenticato chi sembro, l’impalcatura della mia faccia e la caratura del mio sorriso.

Per quattro volte sono stata davvero.

E tutti se ne sono accorti. E da qualche parte abbiamo stretto un legame di sangue che valica ogni sudicia fisicità.

Tutti mi hanno attraversato il cuore, il fegato, lo stomaco, i polmoni. E mi hanno vista davvero.

Tutti, ma tu no.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...