Primo novembre duemila e nove, una voce che appare e scompare

Maria mentre sfoglia la noia scopre che si muore, e si muore vicino più di quanto pensi. In un luogo orizzontale, fatto d’intelaiature del pensiero, e strade mute e occhi chiusi, appena, lievi.

Nei posti inesistenti e caldi di battito umano si moltiplicano le voci, e le notizie sopraggiunte da lontano, battute dai pochi che vivono ancora.

Conta al rovescio quanti dati ancora le restano da scrivere e fa di tutto (rende raggiungibile l’impossibile) per non affogare i minuti nel lago pastoso dell’indifferenza.

Nomi che scorrono al contrario, nella pioggia risucchiata dal cielo, primo novembre duemila e nove, una voce che appare e scompare.

Una matrona invecchiata, con le dita gonfie di cattivi presentimenti, inanellata, e con le collane a capofitto sopra i seni, narici che spuntano come occhi taurini, oltre la cortina di fumo.

“La nicotina è una sostanza che provoca fascino. Il pensiero ammaliatore e stregonesco che io possa rubarti un bacio soltanto arrotondando le labbra, soltando simulando un pensiero orale e osceno.”

Nasce da una ferita aperta il pensiero che tu possa tornare, di tanto in tanto, a rinnovare dolori.

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