Roma, un pomeriggio che piove

Il fatto è che Roma quando piove è un’altra cosa. È una gatta grassa e indulgente, sonnecchia, sui binari in costruzione della Tiburtina, sulle insegne rosse della metropolitana. Roma sta lì ferma e non la vedi. Vorresti avere in bocca tutte le sue parole, quelle che termina e quelle che lascia cadere. Roma un manto immenso, grigio nebbia, buona che nasconde i colori, che fa tutto sacro e tutto profano, che fa tutto suo. Roma la possiedi, attaccata sotto i denti, e sui polpastrelli. Roma è varichina, apre un solco sulla carne diffidente e la ritrovi proprio sotto le gambe. E diventa il posto dove credi di avere sempre vissuto. E dove vivrai per sempre. Anche se di quell’altra vita ti manca tutto, o quasi tutto. Anche se di quell’altra vita mi manchi tu.

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