Platea di deficienti

Oggi arriva una luce strana in cucina. E’ sghemba, piena d’angoli e non è mai esistita prima d’ora. Attraversa i doppi vetri della finestra, la bottiglia d’acqua sul tavolo, acceca i colori della tovaglia plastificata e finalmente arriva da me. Io sono un corpo seduto al computer. La mia mente scava parole e muove i primi timidi approcci per la conquista.

Mi arrovello, cerco un nome alla mia platea di deficienti. Cerco di raccontare loro qualcosa, di spiegare loro qualcosa. Invece niente. Non trovo proprio niente. Saranno le lenti degli occhiali sporchi, sarà qualcosa che non mi lascia pensare, che non mi lascia arrivare.

Cancello. Riprendo. Riprovo.

2 pensieri su “Platea di deficienti

  1. ti scrissi una mail a “miosovversivoamore” ma non ebbi risposta. forse mi annoveri nella tua platea di deficienti?

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