le ragioni di Marzo

Parto sempre per essere felice da qualche parte. Mi chiudo porte alle spalle. Davanti, sbircio solo attraverso finestre socchiuse. Il mondo fuori è colorato e piccolo. Il grigio è un colore largo invece, una manica del cielo.

La mattina non faccio niente di particolare, guardo film e leggo poco, mi guardo allo specchio e misuro la mia larva. Occhi cavi, capelli rinsecchiti, bocca decaduta. Penso sia ora di fare qualcosa, per esempio smettere di piangersi addosso.

Il fatto è che capisco le ragioni di Marzo. La sua incertezza, il dubbio. Oggi è bello o cattivo? E’ pioggia o sole? E’ caldo o freddo?

Così mi misuro anch’io. Oggi sei calma o nervosa? Hai deciso di aver dormito abbastanza? Ti farai vincere o vincerai?

Quindi annaspo qua e là per decidere che giornata è oggi. Prendo un libro, un vecchio quaderno, cerco pagine internet che apro in nuove schede. Oggi mi cerco un talento. E un talento sento di non avere mai.

Allora faccio come Chris: mi cerco un fiume, una roccia, un kayak. Perché c’è bisogno della prova, e degli strumenti per affrontarla.

Oggi il mio colore è viola. Il colpo, l’ematoma, la difficoltà.

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Un pensiero su “le ragioni di Marzo

  1. La ricerca di quel qualcosa che cerchiamo affannosamente, ma che sappiamo molto bene che non riusciremo mai a trovarla. Eppure proseguiamo in questo intento…

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