Un lungo intermezzo tra netti confini

Non sono nemmeno più troppo sicura

che qualcuno mi aspetti calata la notte

perché il bosco si apre si aprono i rami

e le luci diventano ombre infernali.

Concordo col buio, seziono i colori,

annullo le note, invento doppioni

e lascio cadere composte armonie,

tormento il ritmo, le mie anomalie.

Ripeto il mio nome milioni di volte

ma l’eco rimbalza qui dentro le mura.

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