Mio figlio

Mio figlio

gli ho insegnato a combattere

e forte di questa cura

l’ho mandato al fronte.

Gli ho insegnato a rischiare

a navigare in acque torte

a rompersi le mani con le righe

a portare a brandelli il vuoto e il bianco.

Mio figlio, gli ho insegnato

che se non punti non vinci.

Se l’ho cacciato di casa è perché

doveva, a un punto, misurarsi col mondo.

Mio figlio è perso, mio figlio

è ritrovato, mio figlio

è brossurato, sta in mezzo

a Marsciano e a una cosa

senza titoli.

Mio figlio è timido, non parla,

non sifgura, l’hanno colorato,

sta fermo, è bravo, sa comportarsi.

Mio figlio è dignitoso, in fila dispari,

con cento anni più di Gesù Cristo,

mio figlio è messo in croce,

mio figlio questo sangue gli dona.

Mio figlio mi somiglia,

sta col dubbio in fronte

e, bassa la fronte,

sta col dubbio in terra.

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