Temo il sopravvivere

Io non ho

paura di morire

né di soffrire, semmai

temo il sopravvivere

soprattutto

sopravviverti.

E sfogliare da sola i mesi,

ammonticchiando i giorni

in bocca, tenerci dentro

la mia lingua secca

e le parole inutili.

Smettere di colpo

di cucinare, lasciare

giacere inutilizzato il pane.

Morendo un poco il corpo

per perdere ogni odore.

Apparecchiare per una persona sola

e per il suo fantasma

e quello che resta come fondo di caffè

trasformarlo in colpa

per la vita che senza te

non saprei succhiare.

Evitare gli angoli

-case, tovaglie, lenzuola-

in cui siamo stati felici,

per non sopportare gli spigoli,

per non ferire altri lividi.

E con lo specchio fissato in testa

radere al suolo tutti i sorrisi.

Un senso non servirebbe a niente,

da sotto ai capelli la voce costante

la litania perpetua in circolare

non serve più a niente,

non serve più a niente,

non serve più a niente,

non serve più a niente.

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