…buon Natale

Dicono tutti così. E anch’io ho fatto qualche telfonata, ho detto “Buon Natale”. Ma mi sento come ovattata, intrappolata in un sogno appiccicoso. E non sento niente. Mia madre ha fatto il presepe -mia madre che si è addormentata sul divano accanto a me adesso- ha fatto il presepe da sola quest’anno. Io lo vedo piccolo, accucciato nell’angolo, con le lucine gialle e una ventina di pecorelle. L’angelo pende dallo sportello, immobile e senza magia. Sono le ventidue e trentacinque. Suona una campana. Quest’anno sono tornata da Roma, ho abbracciato mia madre, mio fratello, mio padre. Sono tornata ed era tutto già pronto. Niente mi raccontava della mia assenza, non c’erano vuoti. Non ho addobbato il Natale, quest’anno. Non ho aperto lo scatolo del presepe, che aprivo da quando ne ho memoria. Non ho scelto il fondale (sempre lo stesso), non ho scelto le lucine, non ho messo gli animali. Non abbiamo potuto fare l’albero. Non ci sono decorazioni per casa. Ho aspettato tanto questo momento e questo momento non è arrivato. Non ho creato il Natale quest’anno. Nel mio cuore, il Natale, non c’è. Non lo possiedo, non lo vivo, non lo vedo. E’ la sera della vigilia. Non abbiamo cenato tutti assieme. I miei nonni sono a letto da un pezzo. Mia sorella, mio fratello, mio padre, sono usciti. Mia madre mi dorme accanto, col rosario tra le mani. Io qui che scrivo. Con quella canzone triste di Carmen Consoli per la testa. Quella che dice “ed avrebbe voluto trovare al suo fianco una persona premurosa ed amabile”. Non c’è nessuno. La tv è accesa su Cars. Sul tavolo i libri di Ariosto, le stelle di Natale, una bottiglia d’acqua. E’ il 24 dicembre. Sono sola. Sola e non sento niente.

Ho comprato i regali per strade che sognavo di lasciare al più presto. Non per odio, ma per mancanza d’amore. Non immaginavo, non riuscivo a mettere a fuoco, avevo troppa fretta di scappare via. Ora che sono via sono provvisoria. Ho lasciato cose in sospeso alle mie spalle e davanti a me lo stesso. Cambio ma non chiudo. Ho capitoli aperti come vene. Vado spargendo il mio sangue. Ho sempre voglia di tornare. Ho bisogno di stabilità. Di essere felice. Con i sorrisi, i regali, gli abbracci. E’ il 24 dicembre. Sono felice di avere tutti presenti. Però un po’ piango. Per essere così sola.

4 pensieri su “…buon Natale

  1. 25 dicembre e la cosa non cambia. Un bambino è nato prematuro e basta. Neanche la chiesa di me da bambino mi ha saputo scaldare. Niente falò e niente calore. Tutto piatto. E per empatia passo il mio fardello di ricordi belli e di ricordi brutti.
    Niente alberi, niente presepi, niente musica, solo tua nipote con un sorriso che è vita… ma poi per il resto non vedo l’ora che finisca!

  2. Ed anch’io ti dico semplicemente “Buon Natale”…
    So benisssimo che non ti aiuterà a sentirti meno sola, perchè l’essere umano è sostanzialmente solo anche in mezzo a tanta gente, ma talvolta riusciamo a sfirare la felicità e ci fa sentire meno soli.

    Buone feste presenza non comune.

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