Il mio cuore è pieno di portici

Il mio cuore è pieno di portici

perché tu possa ripararti quando piove.

E’ un cuore lungo e senza semafori

per sollevarti dal disturbo di chiudere l’ombrello.

E’ anche allenato a correre

malgrado i calli e gli stivali duri.

E a sopportare quella piccola bugia

dettata dall’imbarazzo.

E’ un cuore capace di accogliere la tua stanza

e il tuo disordine,

i tuoi occhi vicini e quel modo dolce

di dire “pazienza”.

E’, tutto sommato, un bravo cuore.

Che ha imparato a leggerti

e ha imparato a raccontarti.

Ma è pure timido,

gli si storce la bocca

se pensa che vorrebbe tenerti per mano.

E’ un cuore paziente

che immagina già una seconda volta,

mentre qualcuno lo spintona sull’autobus.

E ha una buona memoria.

Ricorderà i numeri: il ventuno che porta via,

il quattro che sale le rampe,

il cinque e il settantuno perché lo

hanno accolto, lo zero per l’ascensore che manca.

E’ un cuore affettuoso,

che ti abbraccia lasciandoti

e col saluto dell’ultimo sguardo

ti rapisce in sé ancora un altro po’.

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