Outsider

E mentre urlava per il suo bene, lo sguardo le si posò sui girasoli di qualche giorno prima e pensò che ormai stavano morendo, mentre dalla bocca le usciva una voce che diceva “Ti si rovina il cellulare, se continui a lasciarlo qui!”, ma lo diceva un tono sopra del normale. Capì che quella era la sua voce e che in realtà stava gridando. Mentre insisteva, difendendo le sue ragioni inoppugnabili, ascoltava i rimproveri di lui, per un qualche telefono lasciato fuori posto in chissà quale parte dell’oceano. La voce scura e gracchiante le arrivava disturbata, come se lui fosse salito su una sedia e lei avesse sprofondato la testa in un cuscino. Come se entrambi insomma, non si trovassero nella stessa stanza, o meglio, nella stessa parte di mondo, o meglio ancora, sullo stesso pianeta. Peggio: i due in realtà non parlavano nemmeno la stessa lingua.

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Un pensiero su “Outsider

  1. La cosa strana è che in realtà il mondo è proprio lo stesso…e proprio per questo motivo riesce difficile capire come sia possibile avere una percezione dei fatti così diversa.

    Pare che i girasoli non abbiano lunga vita, lì nel vaso… (strano, eh?!). Magari prova a farne seccare uno fuori in balcone… o magari lascia solo in te il ricordo di quella giornata :)

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