Delirante incubo

Si dice -non vedo l’ora-.

Ma il tempo io me lo divoro a occhiate.

Ruzzola all’indietro

e ad ogni passo: gli viene meno il terreno.

Io gonfio la bile in attesa del giorno

in cui con fare pratico

e la gamba nuda di carta

potrò dire finalmente

“comprami”. Tu navigato,

vuotando gli scaffali, mi soffierai di polvere

e sorriderai compiaciuto,

un po’ perdente, dato che quel nome,

mille volte fugato e rinnegato e trasformato

avrai perduto per sempre.

Ma io in bella vista,

bandellata e brossurata

infilzerò il mio sogno

strappandoti le palpebre.

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4 pensieri su “Delirante incubo

  1. E’ un immagine che ricorre spesso nella mia vita, quella di non avere tempo per leggere ogni pagina e di perdersi inevitabilmente interi universi nascosti sotto la polvere.

  2. Mauro, se me lo dice un dottore in lettere ci credo!:D

    Demone grazie per il commento. E’ un’immagine che ho spesso anch’io, ma non avevo visto la mia “poesia”(?) sotto quell’ottica. Certo, una letteratura universale destinata a non essere conosicuta è un po’ frustrante eh? :)

  3. Il fascino della poesia è anche questo, chi la legge può solo immaginare una scena ma il suo significato resta proprietà esclusiva di che la scritta.

    Comunque si… molto frustrante :)

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