Oggi è giugno già da qualche giorno.

Resterà. Un frammento di luce intagliato sulla scrivania. Oggi è giugno già da qualche giorno. Ma gli alberi non si staccano da terra, il mare non parte e la mia testa sospende i giudizi. Dubito abbastanza da mettere le maniche lunghe, mi accoccolo. Do la voce al verbo ingoiandolo in gola. Le mie corde vocali sono sessi compulsivi, dov’è la spuma e la goccia calda del mare? Se il fianco è un arco la mia parola una freccia spuntata. Le piume grondano dai miei occhi come mongolfiere che disimparano l’aria. Poi resta un segno. Nero sulla scrivania. La polvere soda che lascia il mouse passando. Questo groviglio di fili che parte dal mio computer e mi avvinghia la mano ha senso. Metti la musica. Mettimi musica. Voglio le ali. Andare via. Trovarmi ubriaca da qualche parte.

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