Secondo giorno romano

Piove. Soffice tanto che sembrerebbe quasi dolce se non fosse per la mia forma latente di meteoropatia. Roma oggi è cattivissima con me. E’ un lutto largo per tutto il cielo, infilzato di aghi umidi. Roma è laggiù, morente e indifferente. Cieca ai miei occhi.

Oggi sarà il primo giorno di corso. Mi sento nervosa e agitata. Ho rotto un vaso a Vale. E non faccio che sperare che non avesse per lei un valore affettivo. Mi sento terribilmente colpevole. Vorrei che tornasse, vorrei uscire, vorrei che smettesse di piovere, vorrei che fossi serena, un po’ più serena. Invece al mattino mi sveglio e mi assale lo sconforto. Mi ripeto che sono i primi giorni, che è il cielo grigio, che è questione d’ambientarsi, ma non vedo l’ora passino i prmi giorni, il cielo grigio e il tempo d’ambientarmi. Soprattutto non vedo l’ora di provare quella sensazione di casa

Credo nei segni, e non ne ho avuto nessuno positivo.

Oggi, lo so, sarà una giornata pessima.

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