O prosa o poesia.

Allora. Dovete mettervi d’accordo. O una cosa o l’altra. O la mano destra o la sinistra. O carne o pesce. O prosa o poesia. O la De Filippi o Santoro. O Neruda o Montale. O Moccia o Benni. O bionda o mora. O brava o incapace. O x o y. E’ una questione di matematica, di ordine, perbacco.

Io dove sto?

Tra la mano destra e la sinistra: lo sterno (e le dita vermi che abbracciano il cuore).

Tra la carne e il pesce: lische d’ossa e costole acquatiche.

Tra la prosa e la poesia: frasi incerte che vanno a capo con una narrazione rotta.

Tra la De Filippi e Santoro: un telecomando.

Tra Neruda e Montale: una carta gialla e un segnalibro indifferente.

Tra Moccia e Benni: una carta lucida e un segnalibro indifferente.

Tra bionda e mora: un riccio spento.

Tra brava e incapace: una talpa claustrofobica.

Tra x e y: un’equazione irrisolta.

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3 pensieri su “O prosa o poesia.

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