Forse dovrei cominciare…

Sì, può essere che tu abbia ragione, ma guarda! Non c’è spazio da nessuna parte per andare a capo. Devi scrivere sempre fitto fitto, per una questione di armonia, di grafica, di grafica armonica, di armonica grafia. Devi sempre scappare dalla riga dritta, dagli spazi, dai versi. Ma ti sei mai chiesta perché si chiamino versi? Si chiamano versi perché è quello che facciamo scrivendoli. Un verso, un gemito, uno sforzo di dolore o una mossa d’attore. Un rumore per riconoscere al buio il sangue della nostra stessa specie, nero e macchiato d’amore. Un verso è un calcio subito e un pungo incassato. E’ una lucertola che ha perso la coda. E’ una madre che ha partorito con contrazione. E’ una lumaca gettata nel fuoco. Una sillaba contratta, una vocale allungata, una dieresi innamorata. Un verso è una sequenza di pacche d’amore. Un verso è un verso. E a seconda di come lo guardi può essere taciturno o ribelle ma è pur sempre un verso. E’ contro per definizione, procede in direzione opposta e contraria. Un verso è una danza i cui passi si alternano, si incatenano, si baciano. Eppure non c’è spazio, non c’è verso che possa farsi posto, non c’è verso che possa farsi carne o carta, ha il destino segnato, il verso: è contro e muta, è ribelle persino a se stesso. Allora un giorno finiremo per leggere saggi di un solo paragrafo e romanzi di un solo periodo perché nessuno avrà più il coraggio di andare a capo, lasciare bianco al bianco. Un giorno le poesie le leggeremo tutte di seguito. E finirà che la poesia più bella non saremo in grado di riconoscerla, perduta perché perduto è il bianco. E quando capiremo di essere infelici torneremo indietro a mettere tutti gli spazi ignorati. E sarà bianco, sarà spazio, sarà rima, sarà rumore, fragore, sarà viva la poesia sarà tempesta e frutto sarà burro e canapa sarà tepore e parole come sinfge sarà regale come un fianco sarà sfiancata la poesia sarà sfiancata disfatta come una flotta di uomini sarà un respiro tutto di seguito che non puoi tagliare sarà acqua di notte e rugiada e foresta sarà tubo e campagna sarà parole che non ti aspetti sarà bianca ma tutta d’un fiato sarà pulita e precisa la poesia quel giorno sarà esplosiva sarà poesia.

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