Ore 9

La notte ha pulito le foglie. Si respira bene senza sostegno. Lo spazzino ha pulito l’ubriacatura della notte. Le bottiglie vuote, le bottiglie rotte. Il marciapiedi è pieno solo di schegge e merda di cane. Il sole ha asciugato le vergogne, i balconi, ha seccato il piscio dei barboni.

L’autobus è mio. Ci siamo solo io e una signora che mi chiede se la macchinetta le ha timbrato il biglietto, non ci vede più. Un ragazzo inaffidabile scende quasi subito. Sorride.

I benedettini dormono ancora tutti. Il cortile è vuoto, non ci sono voci, né sigarette sguaiate. Non c’è gomma o sputo che precipiti dalla bocca di qualche criminale.

Il mattino sembra quasi buono. Sbuca dai miei occhi socchiusi come un bambino da un cespuglio. Ho voglia di qualcuno accanto, che mi confonda, che mi accompagni da qualche parte.

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