Chissà se Roma è gialla

Io ho voglia di andare per la vita e imparare. Sapere cos’è il surimi, o qual è il segreto di buon soufflé. Leggere un libro che possa sorprendermi, che mi faccia pensare che il suo autore è un genio e che in un’altra vita abbiamo per forza bevuto del vino assieme e chiacchierato a lungo. Voglio entrare nei musei di tutto il mondo e vedere tutti i quadri che non ho mai visto, e quelli di cui ignoro pure l’esistenza. Voglio imparare i suoni dell’ebraico antico e innamorarmi della parola pronunciata dalla lingua, di un soffio, un sibilo tra i denti. Voglio sapere quanto dura di preciso la gravidanza dei cavallucci marini, e quanti sinonimi esistono della parola “pensiero”. Voglio montare un cavallo e costruire un aquilone. Voglio imparare i nomi dei colori, per essere in grado di distinguere l’indaco, e il rosso carminio, e il giallo ocra. E dopo averli imparati voglio saperli trovare in natura, dando il nome esatto ad ogni cosa. E in questo momento, per una manciata di minuti soltanto, io vorrei attraversare il Lungotevere, e osservare la gente camminare per strada, nel riflesso dei lampioni -chissà se Roma di notte è gialla come Catania-, e mangiare l’amatriciana con gioiosa ingordigia. Vorrei vedere il cupolone da una terrazza qualunque, fare una tourist photo al Colosseo, vorrei vederla esplodere tutta, Roma, con la sua linea metropolitana, le insegne luminose, le fermate, i multisala, i semafori per i pedoni e le vetrine di Via Condotti, Roma tutta intera, con le catene di Ponte Milvio (vedere se ci sono davvero e quante, sorridere di quell’ingenuità omologata di quindicenni), la Garbatella, la Tiburtina, la Tuscolana, il raccordo anulare (?) e cento altre cose delle quali conosco soltanto il nome. Poi tornare, qui, dove ho il cuore rotto in mezzo, spartito a destra e manca. Qui dove mi nutro dei sogni degli altri e delle vittorie quotidiane, delle sconfitte, delle persone che amo. Tornare qui, nell’angolo del mio letto, il più vicino al muro, a piangere e chiedermi dove sia davvero la felicità. E a chi appartenga.

 

Advertisements

3 pensieri su “Chissà se Roma è gialla

  1. I lucchetti ci sono davvero, ahimè. Il bello è fermarsi a leggere le scritte ingenue di coppie di ragazzetti che, possibilemte, pochi giorni dopo quel “4 ever” si sono lasciati :)
    Bello è sentire le indicazioni che ti possono dare i romani…come “dritto pe’ dritto e a ‘na certa svorta a destra”… Roma è una meraviglia, via Condotti ti fa rimanere di stucco per i prezzi impossibili e la merce incomprabile..
    Roma è Lei!

  2. Già te l’ho detto… non posso dirti nulla, non devo. Sarei felice in ogni caso. Mi sembra da egoista ma è cosi…
    Non avere fretta, considera segni, sogni e consigli… e poi muovi il passo più velocemente che puoi!

    Ho sempre creduto in te… o no?

    :P

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...