Quattro storie raccontate male

Giuditta l’hanno vista in paese camminare elegante e con passo disteso. Allunga le gambe come uno struzzo, si guarda in giro e allarga più che può il suo sorriso rosso, che sbuca dal basco come una mezzaluna appesa per la punta. Dà confidenza a molti, col culo che promette mare e onde e carezze. Giuditta passa e se ne frega, ride fragorosamente e non inciampa mai.

 

Diletta l’hanno vista oggi alle sei sul lungomare importunare un uomo sulla cinquantina. Diletta ama la vita in maniera folle e ingiustificata, fa la puttana per vocazione, il riso da iena esplode sopra ciò che tocca, sia muro o tronco, sia pane o sesso. Diletta l’hanno vista fare audaci proposte al mio orecchio prestante, mentre scomposta sollevava la gonna verde di serpi e di speranze. Solo per un vezzo erotico inverto le prime due vocali del suo nome, cosa che mi appartiene come niente di reale.

Aurora la tabaccaia piscia in un catino che tiene dietro il bancone. E’ sola (nessuno s’è mai pigliato il suo cuore oltre alla sua avvenenza) e lo scorso Natale s’è rotta il femore cadendo da una scala mentre era intenta a mettere i festoni alla vetrina e le palle lucide. “Attirano clienti” le diceva Nino. E lei credeva che fosse un modo gentile di farle la corte. Per questa debolezza assecondò la sua civetteria.

Non si può movere. Non si fa aiutare da nessuno. Lei apre la saracinesca, ti dà un pacchetto di Marlboro, prende i soldi e senza salutarti si sistema un seno.

 

Nino il portinaio s’è addormentato per la terza volta alle undici del mattino, ubriaco dalle otto. Nell’ordine: ha sbattuto contro il citofono, ha preso la scopa per pulire l’ingresso, gli è caduta quattro volte, ha bestemmiato buttandola nello stanzino, s’è soffiato il naso, ha sputato per terra e sbattendo la porta della guardiola s’è addormentato russando. Quella mattina ha sognato uno spaventapasseri. Con lui ballava il valzer sull’orlo di un vulcano.

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2 pensieri su “Quattro storie raccontate male

  1. Sì, il trasporto.
    Sì, la voce calda.
    Sì, l’eleganza e la sfrontatezza.
    Sì, sei una pericolosa corrispondenza in musica.

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