Nel destino

Domani attraverserò mezza Via Vittorio Emanuele, fino a quella stradina di cui non ricordo mai il nome. All’angolo c’è una libreria che sull’insegna ha un gatto nero col collo lunghissimo.Ecco, io imboccherò quella stradina di cui non ricordo mai il nome, la percorrerò tutta, girerò a destra e proseguirò ancora.

Attraverserò la strada con le cuffie nelle orecchie che con ogni probabilità suoneranno Just one breath, dei Devics.

Vedrò la caserma dei carabinieri, proverò l’istinto di graffiare una macchina, scanserò il cartello dei gelati che resta sempre fuori dal bar dell’università.

Entrerò nel bar dell’università.

Mi guarderò attorno facendo finta di nulla, cercherò con gli occhi qualche faccia conosciuta solo per evitarla. Salirò gli scalini che portano al cortile, spegnerò l’Ipod, attorciglierò il filo delle cuffie, il cuore mi scoppierà.

Attraverserò le facce che ridono e le mani che sorseggiano caffé, cancellerò ogni tavolo, e sedia, e rumore, mi preparerò solo alla luce pacifica del cortile.

Appena dentro un paio d’occhi mi taglieranno in mezzo.

Qualcuno mi starà aspettando.

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