Farfalle

Qualche volta ho paura
di diventare come una di quelle
farfalle bellissime, mostruose
che faticano a conquistare il cielo

il grosso corpo striato di rosso
una sacca bianca appuntita
trascinata da ali pesanti e
troppo piccole per spiccare il volo
e troppo grandi per stare in una mano

così con delle inutili zampette
resterei con l’uomo che mi nutre
lui ignaro e io feroce
immaginando da qualche parte il cielo.

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Non incontro persone diverse

Non incontro persone diverse
andando al lavoro.
Non incontro nessuno.
Faccio sempre lo stesso tragitto
copro sempre la stessa distanza
non scopro nulla, non vedo
alcun vecchio in attesa della morte
alcuna donna rassettarsi i capelli
non vedo nessun uccello
migrare verso luoghi meno ostili
e nessun fiore crescere.
Non ricordo nessuno
dei giorni che attraverso
con questi occhi duri
e i nodi delle mani.

È domenica e Catania è vuota

È domenica e Catania è vuota.
Marzo. Sono cresciute delle margherite gialle
sotto il balcone e le sostiene
un intreccio folto di foglie.

Dall’altra parte del teatro
un fazzoletto steso muove dolcemente
la sua ombra luminosa contro il muro
e somiglia
alle ali degli uccelli quando solcano il sereno
portando con sé i nostri sospiri.

E più lontano il pino
svetta nell’azzurro fiero come una spada
e due palme lo accompagnano coi loro pennacchi.
Tutta la natura è pronta, schierata
a ricevere il fuoco della primavera.

Sarebbe pericolosamente bello

Sarebbe pericolosamente bello
se ti aggirassi per queste stanze
col tuo fare incerto
con le tue gambe di ragno

Sarebbe quale colpo al cuore
tra decine di volti senza nome
intravedere la tua nuca
scorgere di profilo l’asta sottile

dei tuoi occhiali, il tuo orecchio
e lentamente l’angolo
azzurro del tuo occhio
l’ombra delle tue ciglia

che proteggono il tuo sguardo
ma non il mio.

L’ultimo mercoledì

 

Domani è l’ultimo mercoledì
dell’anno scolastico.
Dopo verrà un’altra attesa
senza diari, senza merende,
senza gli scherzi di Leonard,
le stupefacenti invenzioni di Norben.
Dopo passerò in rassegna le stanze
avendo cura di cancellare ogni traccia
di questo passaggio. Assicurandomi,
sì, di aver consumato quel po’
di pentole, la griglia dei fornelli,
ma lo spazio riprenderà il suo vuoto.
La mattina, per le scale, anche se è tardi,
faccio sempre attenzione
a non fare rumore.

(Giugno 2016)