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	<title>Svariate idee d&#039;amore e d&#039;ingiustizia</title>
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		<title>Sottrazioni</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 17:17:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>violenta fiducia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;&#8230; e poi finisce che non apri più, non chiudi più, e poi finisce che tu stai lì, fermo, alla porta, e poi finisce.&#8221; Gabriele Frasca &#8211; Lime * Mio nonno ha dimenticato le sottrazioni col prestito. Secondo lui l&#8217;anno in cui viviamo meno l&#8217;anno in cui è nata mia nonna farebbe mille-cento-ottantotto. Mio nonno [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=violentafiducia.wordpress.com&amp;blog=2030999&amp;post=1871&amp;subd=violentafiducia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:right;">&#8220;&#8230; e poi finisce che non apri più,</p>
<p style="text-align:right;">non chiudi più,</p>
<p style="text-align:right;">e poi finisce che tu</p>
<p style="text-align:right;">stai lì, fermo, alla porta, e poi finisce.&#8221;</p>
<p style="text-align:right;">Gabriele Frasca &#8211; <em>Lime</em></p>
<p style="text-align:center;">*</p>
<p style="text-align:left;">Mio nonno ha dimenticato le sottrazioni col prestito. Secondo lui l&#8217;anno in cui viviamo meno l&#8217;anno in cui è nata mia nonna farebbe mille-cento-ottantotto. Mio nonno dice che sì, è strano che mia nonna abbia mille-cento-ottantotto anni, ma la sottrazione è giusta.</p>
<p style="text-align:left;">Mio nonno era maestro.</p>
<p style="text-align:left;">Il giorno in cui mio nonno è andato in pensione io indossavo una gonna blu, me lo ricordo benisimo. C&#8217;era il sole, c&#8217;erano tante maestre e pochi bambini. E una bambina (di cui ricordo benissimo il nome) mi ha raccontato la barzelletta del fantasma formaggino, che non faceva ridere per niente anche se ho riso lo stesso perché mi sembrava gentile.</p>
<p style="text-align:left;">Mio nonno, se gli chiedo cosa ricorda del giorno in cui è andato in pensione, mi dice: «Mi ricordo che tu c&#8217;eri, abbiamo fatto la cerimonia e poi siamo andati a mangiare».</p>
<p>Mio nonno ricorda benissimo il freddo tagliente che faceva a Monopoli il giorno in cui è sceso dal treno, quarant&#8217;anni fa. Ricorda la neve e la conversazione avuta col cameriere nel ristorante in cui si era fermato a pranzare. E il suo padrone di casa, che ha sentito tutti gli anni a Natale per gli auguri finché non <em>è morto, il caro signor Michele</em>. Ricorda il giorno in cui è stato abilitato e la voce di suo padre orgogliosa e stanca che in dialetto gli dice <em>e chi me lo doveva dire&#8230; un figlio maestro</em>. Ricorda il giorno in cui sono nata e il momento in cui ha imboccato sua madre per l&#8217;ultima volta.</p>
<p>Ma le sottrazioni col prestito, quelle proprio non le ricorda. Allora gliele spiego io, che me le ricordo. Ho dimenticato tante cose in questi ultimi anni, in questi ultimi mesi, ma le sottrazioni col prestito me le ricordo.</p>
<p>Ho dimenticato come ci si protegge e ho dimenticato perché. E mettere in fila le abitudini del risveglio − i denti, la faccia, i capelli − l&#8217;ho dimenticato per dimenticarne la fatica. Ma mi ricordo che l&#8217;uno si fa prestare una decina dall&#8217;altro uno e diventa undici. Undici meno tre fa otto.</p>
<p>E non parliamo dei desideri. Desiderare richiede un&#8217;energia che non s&#8217;è mai vista al mondo. E le notti insonni passate a consumare le lenzuola col dito, senza mai aprire un libro. Ho dimenticato il piacere di leggere e il significato delle parole. Dovevo cercare tutto sul vocabolario perché non ero sicura di cosa fossero davvero una bicicletta, una radura o un&#8217;astronave. E dovevo controllare che gli accenti delle parole fossero tutti nel verso giusto e che fosse giusto ogni trattino di ogni dialogo e ogni nome di ogni personaggio. Le parole si accumulavano, ma smettevano di significare. E il dolore dei personaggi non era mai il mio, perché il mio l&#8217;avevo dimenticato. Ho dimenticato quanto sia difficile restare, e quanto sia difficile tornare se te ne sei andato fuggendo. L&#8217;uno ha prestato la sua decina ed è rimasto zero. Lo zero chiede una decina all&#8217;altro zero, e diventa dieci. Dieci meno tre fa sette.</p>
<p>Ho dimenticato come scrivere. Le mie parole le ho prese a calci finché non gli ho rotto la schiena.</p>
<p>Ho accumulato impegni, nell&#8217;illusione di moltiplicare i sensi. Sono rimasta sepolta dalle liste, dalle cose da fare, dalle ore con la coperta troppo stretta, dalle spunte, dagli evidenziatori, dalle penne rosse a tratto fine, dalle scelte degli altri, che sembravano più ragionevoli delle mie. Ho scavato il corpo a cucchiaiate per privarlo di tutti i bisogni. Volevo dirmi più leggera, mi sono privata di tutto. Lo zero è rimasto nove. Nove meno nove fa zero. Zero, corpo cavo.</p>
<p>Adesso devo procedere per sottrazione. Ho pensato che ce l&#8217;avrei fatta, che sarei riuscita a fare tutto, le mie spalle forti sarebbero diventate indistruttibili e avrei sorriso di più perché avrei avuto più cose per cui sorridere. Me l&#8217;avevano detto: <em>Complimenti per la resistenza, avrei ceduto per molto meno</em>. Ma resistere non vuol dire non cedere. Vuol dire cedere dopo. Resta il due, che ha prestato le decine agli zeri che non avevano niente, ed è rimasto uno. Perché nelle sottrazioni col prestito funziona così: dai agli altri quello che agli altri manca, finché non ti fai più piccolo e finalmente crolli.</p>
<p>Quindi uno, meno uno, zero.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/violentafiducia.wordpress.com/1871/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/violentafiducia.wordpress.com/1871/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/violentafiducia.wordpress.com/1871/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/violentafiducia.wordpress.com/1871/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/violentafiducia.wordpress.com/1871/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/violentafiducia.wordpress.com/1871/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/violentafiducia.wordpress.com/1871/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/violentafiducia.wordpress.com/1871/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/violentafiducia.wordpress.com/1871/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/violentafiducia.wordpress.com/1871/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/violentafiducia.wordpress.com/1871/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/violentafiducia.wordpress.com/1871/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/violentafiducia.wordpress.com/1871/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/violentafiducia.wordpress.com/1871/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=violentafiducia.wordpress.com&amp;blog=2030999&amp;post=1871&amp;subd=violentafiducia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Diciannove notti</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 09:58:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>violenta fiducia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[insonnia]]></category>
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		<description><![CDATA[Arriverà e non sarò pronta. Lo sentirò di notte dietro le finestre, com&#8217;è notte adesso. Arriverà e mi darò la colpa per non essermi preparata. Mi dirò che non c&#8217;è stato il tempo, mentirò senza volerlo. Ma arriverà. Sento l&#8217;ombra dei fulmini da qui. Stanotte non dormo, mi dico ogni sera, devo prepararmi.  * Da [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=violentafiducia.wordpress.com&amp;blog=2030999&amp;post=1836&amp;subd=violentafiducia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Arriverà e non sarò pronta. Lo sentirò di notte dietro le finestre, com&#8217;è notte adesso. Arriverà e mi darò la colpa per non essermi preparata. Mi dirò che non c&#8217;è stato il tempo, mentirò senza volerlo. Ma arriverà. Sento l&#8217;ombra dei fulmini da qui.</em> Stanotte non dormo<em>, mi dico ogni sera, </em>devo prepararmi<em>. </em></p>
<p style="text-align:center;">*</p>
<p>Da quando sono qui mi preparo ogni notte, è per questo che non dormo.</p>
<p>L&#8217;ho capito dopo il motivo per cui non riesco mai ad addormentarmi. All&#8217;inizio ho pensato <em>sarà che mi devo riambientare</em>. Ho aspettato una settimana, poi sono andata dall&#8217;erborista, aveva i capelli rossi, non riuscivo a smettere di guardarle la bocca che si muoveva impastata e lenta e mi chiedeva da quante notti andava avanti quest&#8217;insonnia. <em>Dal primo settembre</em>, le ho risposto, <em>da quando sono tornata qui</em>. Quando ha detto <em>insonnia</em> ho realizzato di avere un problema. Mi ha chiesto se avessi dei pensieri e questi non mi hanno dato tempo di risponderle, sono scattati tutti insieme e hanno cominciato a premere contro le palpebre. <em>Ho spesso mal di testa</em>. Poi ho ricacciato indietro i pensieri come una madre che rimprovera l&#8217;indisciplina dei figli e scusandomi ho aggiunto, <em>sì, ma ce li abbiamo tutti</em>.</p>
<p>Le gocce di tiglio e la tisana maleodorante hanno funzionato una notte soltanto, finché non mi sono convinta che a farmi dormire era stato l&#8217;effetto placebo. Da quel momento ho continuato a prendere le gocce di tiglio e a fare infusi colorati che sorseggio con molta calma, ma sicura che non servano a niente.</p>
<p>Dopo dieci giorni ho pensato che fosse colpa della temperatura. Una volta un&#8217;amica mi ha detto che spesso non si riesce a dormire perché il nostro corpo ha caldo, ma il nostro cervello non lo capisce. Forse avevo caldo e non lo sapevo. O forse avevo freddo, e non lo sapevo. Forse c&#8217;era qualcosa di sbagliato fra il mio corpo e l&#8217;invisibile che lo circondava. Forse ero troppo stanca e non lo capivo o forse avevo bisogno di stancarmi, forse dovevo correre, mangiare meglio, fare yoga, respirare col diaframma, allungare i muscoli, stimolare la circolazione, fare le analisi del sangue, forse il mio corpo mi stava dando dei segnali chiarissimi di rivolta e io sapevo solo lamentarmi.</p>
<p>Ho provato a contare. A respirare e a contare.</p>
<p>L&#8217;undicesima notte mi sono messa a letto e mi sono controllata tutto il corpo. <em>Punta dei piedi, stai bene? Caviglia, stai bene?</em> E mentre interrogavo minuziosamente ogni parte di me, mi sembrava di essere un gigante, un eroe grandissimo da cui ci si aspetta grandissime imprese, lotte mostruose e coraggio indomito, un eroe grandissimo che non aveva la minima intenzione di ingaggiare battaglie né viaggi oltremare, uno straccio di eroe che chiedeva solamente di poter dormire.</p>
<p>Il mio corpo stava bene, non sentiva caldo e non sentiva freddo, non aveva addosso né troppa stanchezza né troppa energia. Il mio corpo era un corpo normale, ma quello che c&#8217;era dentro era rotto.</p>
<p>Anche alcune molle del materasso sono rotte. Quando mi muovo sento qualcosa che cigola, un lamento che si oppone. Quel materasso era in questa casa prima che arrivassi io. Ha sopportato altri corpi prima del mio, e forse adesso il mio è troppo, lo sputa fuori, lo tormenta. È sicuramente da cambiare. È vecchio. È inospitale. È fastidioso e intollerante.</p>
<p>La dodicesima notte ho dato la colpa al materasso.</p>
<p>Avrei dovuto capirlo prima, come tutti, come tutte le volte che qualcuno dice &#8220;avrei dovuto capirlo prima&#8221;. E quando qualcuno lo dice è perché riconosce che avrebbe <em>potuto</em> capirlo prima. Anch&#8217;io avrei potuto. Ma ero troppo impegnata a cercare la verità nei posti sbagliati.</p>
<p>La quattordicesima notte, ostinatamente, rendo responsabile della mia insonnia il quartiere, che tuttavia non è particolarmente frequentato. Il mio quartiere è solo attraversato da incivili occasionali, sempre diversi, che a ore sempre diverse della notte si ubriacano, schiamazzano, si picchiano e qualche volta danno fuoco alle auto. Non abito un piano alto, così dal mio letto posso sentire il cuore del mio quartiere e le guerre che combatte. Lui però non può sentire la mia.</p>
<p>La mia guerra è silenziosa. Cambia colore come un livido. La mia guerra è sottopelle, da fuori non si vede. Da fuori si vede una persona normale che porta in giro un corpo normale. Un corpo che respira, che ingrassa, che si stanca. Un corpo che non si riposa mai perché dall&#8217;interno qualcosa gli dice che non può. Che deve aspettare. Deve aspettare lunghi giorni e lunghissime notti e mentre aspetta si deve preparare.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/violentafiducia.wordpress.com/1836/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/violentafiducia.wordpress.com/1836/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/violentafiducia.wordpress.com/1836/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/violentafiducia.wordpress.com/1836/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/violentafiducia.wordpress.com/1836/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/violentafiducia.wordpress.com/1836/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/violentafiducia.wordpress.com/1836/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/violentafiducia.wordpress.com/1836/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/violentafiducia.wordpress.com/1836/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/violentafiducia.wordpress.com/1836/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/violentafiducia.wordpress.com/1836/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/violentafiducia.wordpress.com/1836/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/violentafiducia.wordpress.com/1836/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/violentafiducia.wordpress.com/1836/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=violentafiducia.wordpress.com&amp;blog=2030999&amp;post=1836&amp;subd=violentafiducia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Chiocciola</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Aug 2011 08:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>violenta fiducia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Spalanchi le porte della stanza. Ti seguo dentro, muri bianco sporco, soffitti altissimi, stucchi. Non ti chiedo dove siamo, non ti chiedo come abbiamo fatto ad arrivare qui. Sono con te, mi basta. Ti siedi sul divano, è logoro, mi siedo al tuo fianco, ma in modo che nessuna parte del mio corpo tocchi alcuna [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=violentafiducia.wordpress.com&amp;blog=2030999&amp;post=1808&amp;subd=violentafiducia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spalanchi le porte della stanza. Ti seguo dentro, muri bianco sporco, soffitti altissimi, stucchi. Non ti chiedo dove siamo, non ti chiedo come abbiamo fatto ad arrivare qui. Sono con te, mi basta. Ti siedi sul divano, è logoro, mi siedo al tuo fianco, ma in modo che nessuna parte del mio corpo tocchi alcuna parte del tuo corpo, nemmeno per errore. Il divano si adatta al nostro peso, si sforma. Parliamo di letteratura, delle solite cose, e per l&#8217;ennesima volta mi sembra uno specchio che usiamo per nasconderci, per riflettere quello che siamo attraverso qualcosa che non ci appartiene. Tengo in mano dei fogli che servono a schermare la paura. Mostrarsi e non svelarsi. Conoscersi e negarsi. Ma a me non interessa la letteratura, non mi interessano le solite cose, mi interessa il tuo corpo sottile e allungato, mi interessano il tuo torso nudo e i tuoi capelli.</p>
<p>Mi avvicino finché il mio ginocchio non tocca il tuo. Non so cosa pensi, non so perché sei qui, non so perché siamo insieme sullo stesso divano, tu col petto nudo e cavo e io con le gambe scoperte. Non parli, mi guardi, mi distraggo guardando le finestre alte che sfilano a coppie sui muri laterali della stanza. Non ti vedo finché non ti avvicini toccandomi il braccio con la spalla, la coscia col ginocchio, la caviglia con la caviglia, finché non ti pieghi su di me e il tuo corpo diventa il guscio chiuso sul mio corpo molle. Allora accosto il naso ai tuoi capelli chiari, provo a sentire l&#8217;odore dei tuoi pensieri. Ma non hai odore e non hai pensieri.</p>
<p>Ci alziamo dal divano e usciamo in giardino. Accendi una sigaretta e in quel gesto le nocche si sollevano sotto la pelle. Non ho mai provato interesse verso i corpi magri, preferisco i polsi larghi, le pance, l&#8217;irriverenza della carne. Ma il tuo corpo ha uno splendore inaudito, tende verso il cielo, nega la gravità. Mi chiedi se mi piace il giardino, ti dico di sì, mi piace, e mi piacciono le piante dalle foglie larghe. Dici che lo immaginavi e io non capisco. Parli poco, sei un uomo misterioso e io odio gli uomini misteriosi: hanno parole sempre misurate e sempre giuste. Io mai.</p>
<p>Dall&#8217;altra parte della strada una signora anziana sta dando un ricevimento in balcone. Il balcone è pieno di gatti e una domestica serve fette di crostata e sigarette. Mi giro per chiederti chi sia la tua dirimpettaia ma non ci sei più. Ti chiamo per nome, inciampo nel tubo d&#8217;irrigazione graffiandomi la gamba.</p>
<p>Tu non rispondi.</p>
<p>Non ti cerco. Aspetto. Aspetto finché non mi chiami. Non mi chiami. Apro la porta di tutte le stanze. Tutte le stanze sono strette e hanno soffitti altissimi. Tendono verso il cielo. Negano la gravità. Non ti sto cercando. Sto cercando di misurare i pavimenti di queste stanze, che hanno foglie strette e fusti lunghi. Come le tue dita. Come i tuoi palmi. Come il tuo corpo su cui vorrei arrampicarmi, tendere verso il cielo. Non ti chiamo. Apro le porte. Continuo solo ad aprire le porte di questa casa grandissima con giardino. Quando ti trovo sei magnifico nella tua indifferenza. Divori il mio fiato corto, come se potesse nutrirti. Ti fai guscio ancora e bava molle il mio corpo.</p>
<p>Oggi sei il mio voto, il mio disastro gentile, il mio risveglio.<br />
Oggi è solo il tuo calore che voglio ricordare.</p>
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		<title>La mia pianta</title>
		<link>http://violentafiducia.wordpress.com/2011/08/30/la-mia-pianta/</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 23:07:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>violenta fiducia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Perché la mia pianta ha smesso di crescere. Perché la mia pianta non si muove, sta zitta perché non prova vita la mia pianta. Perché l&#8217;ho abbandonata perché mi hai abbandonata.<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=violentafiducia.wordpress.com&amp;blog=2030999&amp;post=1799&amp;subd=violentafiducia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Perché la mia pianta</p>
<p>ha smesso di crescere.</p>
<p>Perché la mia pianta</p>
<p>non si muove, sta zitta</p>
<p>perché non prova vita</p>
<p>la mia pianta.</p>
<p>Perché l&#8217;ho abbandonata</p>
<p>perché mi hai abbandonata.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/violentafiducia.wordpress.com/1799/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/violentafiducia.wordpress.com/1799/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/violentafiducia.wordpress.com/1799/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/violentafiducia.wordpress.com/1799/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/violentafiducia.wordpress.com/1799/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/violentafiducia.wordpress.com/1799/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/violentafiducia.wordpress.com/1799/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/violentafiducia.wordpress.com/1799/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/violentafiducia.wordpress.com/1799/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/violentafiducia.wordpress.com/1799/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/violentafiducia.wordpress.com/1799/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/violentafiducia.wordpress.com/1799/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/violentafiducia.wordpress.com/1799/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/violentafiducia.wordpress.com/1799/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=violentafiducia.wordpress.com&amp;blog=2030999&amp;post=1799&amp;subd=violentafiducia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Le rane gracidano nel silenzio e io non so perché</title>
		<link>http://violentafiducia.wordpress.com/2011/08/27/le-rane-gracidano-nel-silenzio-e-io-non-so-perche/</link>
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		<pubDate>Sat, 27 Aug 2011 11:17:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>violenta fiducia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Invece è successo una seconda volta. Ha fatto notte fuori, ha fatto notte dentro. Dal campo sportivo veniva della musica, io per un po&#8217; ho cercato di non ascoltarla, cercavo di concentrarmi sulle rane. Le rane non si fanno pagare per suonare. Si mettono col culo a mollo nel fiume e cominciano a fare rumore. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=violentafiducia.wordpress.com&amp;blog=2030999&amp;post=1778&amp;subd=violentafiducia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Invece è successo una seconda volta.<br />
Ha fatto notte fuori, ha fatto notte dentro.<br />
Dal campo sportivo veniva della musica, io per un po&#8217; ho cercato di non ascoltarla, cercavo di concentrarmi sulle rane.<br />
Le rane non si fanno pagare per suonare. Si mettono col culo a mollo nel fiume e cominciano a fare rumore.</p>
<p>*</p>
<p>La seconda volta che va via la luce, quest&#8217;estate, mi faccio la doccia al buio, con la finestra aperta, fredda e luminosa di stelle. L&#8217;acqua è calda perché, nonostante lo scaldabagno non funzioni, le tubature esterne l&#8217;hanno conservata nel calore del giorno.<br />
Cerco di ricordare quante altre volte ho messo il corpo in questa vasca, ma nel mio ultimo ricordo c&#8217;è ancora mia madre che mi aiuta mentre mi asciugo le spalle, sorridendo. Fuori la luce del sole e dei campi pezzati di ginestre. Forse è domenica, forse ho otto anni, forse mio fratello non è ancora nato, forse ho dimenticato tutto il resto.<br />
Allora penso al tempo che si è slabbrato, come l&#8217;elastico delle mutande, e non riesce più a contenere né me né i miei ricordi sovrappeso. Prendo le misure della vasca. Sbatto più volte il gomito contro il rubinetto. Tengo le cosce strette, mi muovo poco, cerco di non accumulare lividi. Cerco di capire se è il mio corpo fuori misura per la vita che abitavo o se è quella vita che ancora pulsa e mi respinge.</p>
<p>*</p>
<p><em>so, era il mille-novecè-ntoquarà-ntasette quannu partiu. e mia madre avia rimastu qua con mio fratello e mio padre che faceva u scarparu, ma poi ha dovuto smettire perché nessunu ci pagava i scarpi. io cuminciai a fari l&#8217;operaio allora la Merica era china di fabbriche noi eravamu come su questi poverazzi oggi che lasciano le loro famiglie le loro case pi pigghiari pi mari e fari furtuna in Italia, ma l&#8217;Italia non è com&#8217;era la Merica sissant&#8217;anni fa. la Merica era &#8216;n&#8217;autra cosa. so, cuminciai a travagghiari pianu pianu e quello che guadagnavo, un poco mi facia a spesa pagava a casa, un poco mannava a mia madre. so, ora su autri tempi ora ho tre nipoti due sono gemelli Alessandro e Federico e questa col vestitino bianco è Francesca, come la nonna, sì, non si vidi tantu bona, ne ho un&#8217;altra, ecco, qua siamo a casa di mia cognata Mimma, yeh, tutti ad Albany, siamo almeno trenta famiglie tutti di qua, allura, come no, Salvo si spusau cu &#8216;na paisana vedi tante volte le cose, you know, io sempre mi sento di qua quando tante volte la gente dicono di mia &#8220;Filippo Miricanu&#8221; davanti a mia ci dico, no, io sempre di qua resto, la Merica si sta bene e ho i miei figli, ma le radici su &#8216;n&#8217;autra cosa. ora per esempio questa cosa chi fici u sinnacu che si vede la madonna sul computer la festa la banda chi sona e u parrinu chi dici a missa questa cosa è importante per noi che siamo là, perché vuol dire che il nostro paese non ci ha dimenticato, che si ricorda di noi che ce ne siamo andati. Ma io tornare no, tornare non si torna. E te lo dico, perché.</em></p>
<p>Ma mia madre serve il caffè.<br />
Io non ho trovato la risposta. Io non lo so perché. Ma sento da qualche parte che ha ragione lui. Che tornare non si torna.<br />
Cerco Albany su Google Maps.</p>
<p>*</p>
<p>Gli occhi brillanti del cielo. I miei jeans scuri stesi a terra. Io stesa a terra, dentro i miei jeans scuri. La mia storia piena di formiche. Formiche che non sbarcano in America. Formiche che salgono sulle braccia, s&#8217;infilano in bocca. L&#8217;incubo di un licantropo con la faccia di un attore comico. La luna spaccata e nera. Desideri che non cadono. Alberi che di notte sembrano nuvole gonfie di pioggia, se perdi tutti i punti di riferimento, se ti pieghi sulle ginocchia e guardi gli alberi intorno, quegli alberi di notte sembrano nuvole gonfie di pioggia. Le vertigini. Avere paura. Cani spaventati che abbaiano dai balconi. Il silenzio nonostante tutto. Le rane. Le rane che gracidano nel fiume. Il fiume secco. Ventuno agosto.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/violentafiducia.wordpress.com/1778/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/violentafiducia.wordpress.com/1778/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/violentafiducia.wordpress.com/1778/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/violentafiducia.wordpress.com/1778/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/violentafiducia.wordpress.com/1778/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/violentafiducia.wordpress.com/1778/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/violentafiducia.wordpress.com/1778/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/violentafiducia.wordpress.com/1778/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/violentafiducia.wordpress.com/1778/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/violentafiducia.wordpress.com/1778/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/violentafiducia.wordpress.com/1778/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/violentafiducia.wordpress.com/1778/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/violentafiducia.wordpress.com/1778/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/violentafiducia.wordpress.com/1778/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=violentafiducia.wordpress.com&amp;blog=2030999&amp;post=1778&amp;subd=violentafiducia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Propositi d&#8217;acqua per l&#8217;avvenire</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Aug 2011 11:51:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>violenta fiducia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quest&#8217;estate non ha mai fatto freddo e solo una volta è andata via la luce. Non ho avuto paura, sono ormai diversi mesi che riesco a dormire al buio senza soffocare. Senza luce sto bene. Senza il pensiero di dover mettere su la lavatrice, senza poter utilizzare a lungo il computer, senza dover tenere sempre [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=violentafiducia.wordpress.com&amp;blog=2030999&amp;post=1763&amp;subd=violentafiducia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;">Quest&#8217;estate non ha mai fatto freddo e solo una volta è andata via la luce. Non ho avuto paura, sono ormai diversi mesi che riesco a dormire al buio senza soffocare. Senza luce sto bene. Senza il pensiero di dover mettere su la lavatrice, senza poter utilizzare a lungo il computer, senza dover tenere sempre il telefono acceso.<br />
E poi ho scoperto che tutte le cose essenziali per sopravvivere stanno fuori dal frigorifero. Quello che va nel frigo non va nel corpo. Cerchiamo di tenere vivi ortaggi e salumi che vogliono marcire. Ci ho pensato, e ho capito che il frigorifero è il nostro egoismo che va a corrente continua.</p>
<p style="text-align:left;">La notte in cui ho dormito senza luce la cucina si è mezza allagata.</p>
<p style="text-align:left;">Mi sono sentita felice.</p>
<p>*</p>
<p>Ho avuto quindici anni, aveva smesso il buio. C&#8217;erano attorno solo fiori di finocchietto selvatico e terra sollevata dalle ruote dei motorini. I moscerini si infilavano nella bocca di quelli che ridevano. Io ridevo, avevo i moscerini pieni della mia bocca. Avevo il sole stampato sulle spalle, rosso, un sole che non mi faceva dormire. Ho speso quattordici euro per comprare il latte al mentolo di Bottega Verde, più un altro prodotto a scelta a metà prezzo, una promozione solo per oggi, allora prendo lo shampoo ai germi di grano che non rovina i capelli. I capelli li rovina la salsedine. La salsedine incapsula il corpo in una brina leggera finché l&#8217;acqua non ti lava o qualcuno non ti bacia. A me se qualcuno mi bacia vengono le ferite. Ferite grosse come cuori di buoi, ferite che non cicatrizzano, e sopra la salsedine le cuoce finché non ti viene da ridere per il dolore. Il problema è che sei vivo finché puoi sanguinare.</p>
<p>Io voglio che il mare mi conservi, che mi tenga a lungo. Voglio sentirmi persa di nuovo, priva di sostegno. Io voglio capire per quale motivo tra tutte le cose il mare. Voglio capire per quale motivo. Allora voglio lasciare questa spiaggia su cui cammino da sempre, e buttarmi in acqua e correre il rischio di non tornare. Perché un giorno di quest&#8217;estate mi è capitato di ritrovarmi dove non si tocca, e non sono morta perché una mano mi ha riportato a riva. Allora penso che voglio essere il corpo che tenta e la mano che riesce. Perché è banale ma l&#8217;ho capito, non puoi imparare a nuotare restando sulla riva. E io lo voglio affrontare questo mare.</p>
<p>Il problema coi posti che abiti è l&#8217;abitudine. Del resto hanno la stessa radice, mi chiedo come abbia fatto a non capirlo prima. L&#8217;abitudine è un velo che smette di farti vedere le cose. L&#8217;abitudine, quando sono a Roma, mi fa girare al Largo Beltramelli senza chiedermi se c&#8217;è un&#8217;altra strada per andare a fare la spesa.<br />
Quando sono a casa l&#8217;abitudine è l&#8217;ovvio che detesto. Perché non mi sorprende che nelle giornate terse si veda il profilo della Calabria, non mi spaventa convivere con un vulcano che erutta, non mi vengono le vertigini se guardo le luci della costa ionica da un&#8217;altezza spropositata. La bellezza che non vedo più è casa mia. E a casa tua l&#8217;unica cosa che ti viene da dire è Scusate la polvere.<br />
Ma d&#8217;altra parte, è l&#8217;abitudine che mi permette di notte di passare in cucina a bere senza accendere la luce e senza sbattere contro i mobili. L&#8217;abitudine è l&#8217;istinto che mi sopravvive, che mi fa ritrovare la strada del ritorno. Che mi spinge quando ho bisogno di essere sospinta, che mi trascina il corpo quando la mente ha perso i sensi. È la mano che mi riporta a riva, che mi salva, che mi ricorda chi sono.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/violentafiducia.wordpress.com/1763/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/violentafiducia.wordpress.com/1763/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/violentafiducia.wordpress.com/1763/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/violentafiducia.wordpress.com/1763/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/violentafiducia.wordpress.com/1763/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/violentafiducia.wordpress.com/1763/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/violentafiducia.wordpress.com/1763/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/violentafiducia.wordpress.com/1763/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/violentafiducia.wordpress.com/1763/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/violentafiducia.wordpress.com/1763/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/violentafiducia.wordpress.com/1763/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/violentafiducia.wordpress.com/1763/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/violentafiducia.wordpress.com/1763/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/violentafiducia.wordpress.com/1763/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=violentafiducia.wordpress.com&amp;blog=2030999&amp;post=1763&amp;subd=violentafiducia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Non sono meno vivo.</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jul 2011 09:46:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>violenta fiducia</dc:creator>
				<category><![CDATA[cose che capitano]]></category>
		<category><![CDATA[cose che scrivo]]></category>
		<category><![CDATA[afterhours]]></category>
		<category><![CDATA[concerti di cui si sentiva il bisogno]]></category>
		<category><![CDATA[rido perché l'aria si esaurirà]]></category>
		<category><![CDATA[una tardoadolescenzialità di fondo]]></category>

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		<description><![CDATA[Parte prima, ovvero Rintracciare l&#8217;albore. Ho diciassette anni. Uscendo da scuola mi fermo da Emanuele. Ciao, Ciao, Questo, Quattro euro, Ciao, Ciao. Salgo in macchina, e mia madre mi chiede Com&#8217;è andata oggi? Che ti sei comprata? E io le dico che Quella di italiano non c&#8217;era, una rivista di musica con un cd. Torniamo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=violentafiducia.wordpress.com&amp;blog=2030999&amp;post=1729&amp;subd=violentafiducia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Parte prima, ovvero Rintracciare l&#8217;albore.</strong></p>
<p>Ho diciassette anni. Uscendo da scuola mi fermo da Emanuele. <em>Ciao, Ciao, Questo, Quattro euro, Ciao, Ciao</em>. Salgo in macchina, e mia madre mi chiede <em>Com&#8217;è andata oggi? Che ti sei comprata?</em> E io le dico che <em>Quella di italiano non c&#8217;era, una rivista di musica con un cd</em>. Torniamo a casa, pranziamo scomposti, divisi, ignorandoci. Fuori è primavera, credo. Tutto sbiadito, perduto.</p>
<p><strong>Parte seconda, ovvero Foto di pura gioia.</strong></p>
<p>Ho sempre diciassette anni. Traccia. Sistemo i vestiti nella mia stanza. La porta è chiusa, la luce quasi verticale. Gli occhiali sottili, le braccia nude. Traccia. Mi siedo. <em>Quello che non c&#8217;è</em>. Respiro.</p>
<p><strong>Parte terza, ovvero Cose che vorresti dimenticare nonostante sia la memoria a renderci umani.<br />
</strong></p>
<p><em>Ho deciso che lascio tuo padre.</em> Ho deciso che smetto di parlare, che invece di parlare mi metto a camminare, che bocca mi diventino le gambe, e cammino, e cammino e sento il sangue che scoppia nei polpacci e nelle spalle e non parlo e non penso, ma attraverso le strade in pieno silenzio, oltrepasso le scuole e le stazioni, arrivo a casa tua e piango, e piango e mi chiedi perché e mentre piango ti dico perché e mi dici parole di conforto e mi tieni per mano e metti su <em>Dentro Marilyn</em> e io piango e non so più perché.</p>
<p><strong>Parte quarta, ovvero Allagare una casa nel tentativo di pulirla.</strong></p>
<p>Campagna aperta.</p>
<p>La musica sempre:</p>
<p>a far crepare i muri,</p>
<p>senza nessuno intorno</p>
<p>tranne il verde degli alberi</p>
<p>come una vertigine</p>
<p>e non abbiamo</p>
<p>paura dei serpenti e io ho i capelli lunghi</p>
<p>e mossi</p>
<p>e cento orribili fotografie,</p>
<p>al mattino cantiamo <em>Bungee jumping</em></p>
<p>e la sera</p>
<p>leggiamo le poesie</p>
<p>di Baudelaire e Majakovskji</p>
<p>e viene solo il caldo a disturbarci la notte, lungo e pesante. E ci scriviamo messaggi d&#8217;amore e sappiamo già come andrà a finire, dopo questa volta, tutte le volte, ripenseremo a questo posto e ci diremo <em>ti ricordi </em>e ricorderemo.</p>
<p><strong>Parte quinta, ovvero Iene.</strong></p>
<p><em>È uscito l&#8217;album nuovo, senti questa.</em></p>
<p><em>Ma fa schifo l&#8217;autista con una sola mano.</em></p>
<p>Le restituisco le cuffie e scrivo un racconto in cui tutti i personaggi hanno una sola mano.</p>
<p><strong>Parte sesta, ovvero Tradimenti.</strong></p>
<p>Buco.</p>
<p><strong>Parte settima, ovvero 105 messaggi in memoria dal 2005.</strong></p>
<p>Un pomeriggio che non ho un cazzo da fare decido che cancello i vecchi messaggi dal cellulare. Appuntamenti e promemoria e constatazioni inutili sul tempo che passa. Ce n&#8217;è uno del duemilasei che alla fine dice <em>ti voglio bene dea</em> e penso a tutti gli stupidi soprannomi che si danno le persone che si vogliono bene e non hanno paura di dirselo e di sembrare ridicole o inopportune. Penso che Bianca meriti un po&#8217; d&#8217;amore. Il messaggio non lo cancello, è ancora in memoria.</p>
<p><strong>Parte ottava, ovvero Il cuore del post, dopo tutto.</strong></p>
<p>Filologia, Latino, Latino. Per tutto il tempo del concerto due cose mi ossessionano: la bambina decenne che conosce <em>tutte</em> le canzoni e canta come un&#8217;invasata alla mia destra, e una mezzaluna brillante dietro un balcone nero alla mia sinistra. Ho bisogno che mi cominci subito l&#8217;estate. Tengo il cellulare acceso e ti scrivo e ti chiamo e ti vorrei vicino ma ti sento vicino lo stesso. E per una volta non ci penso, sarà questo cielo con la varicella, saranno gli aerei che passano come delle promesse, sarà questa sensazione di sentirsi protetti, saranno i panini di Andrea, sarà la stanchezza di Antonio, sarà il quasi compleanno di Valentina, sarà <em>tutto quello che sa</em> Giovanni, sarà questo o sarà che ne avevo bisogno, ma per una volta non ci penso a restare composta e so dove tenere le mani e non ho paura e non mi vergogno di piangere quando arriva l&#8217;alba con un fragore che mi riporta alla vita, mi risveglia la coscienza e mi ricorda tutto quello che sono stata, ma soprattutto, quello che sono adesso e tutte le mie voglie che voglio assecondare, nonostante il mal di testa e la nausea e la gola in fiamme di questa mattina.</p>
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		<title>Pioggia, madri, Jean Cocteau e altri insetti</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 20:41:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>violenta fiducia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le previsioni del tempo mi servono per decidere che scarpe dovrò mettere. Domani scarpe chiuse, allacciate strette sulla caviglia. Mamma, domani piove, ricordami l&#8217;ombrello. Parlare, mi capita ormai spesso di parlare al muro. Muro lungo, celeste chiaro, chiaro quasi trasparente, muro color carta da zucchero, muro schifoso e poco loquace. Non mi risponde, mia madre [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=violentafiducia.wordpress.com&amp;blog=2030999&amp;post=1723&amp;subd=violentafiducia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le previsioni del tempo mi servono per decidere che scarpe dovrò mettere. Domani scarpe chiuse, allacciate strette sulla caviglia. <em>Mamma, domani piove, ricordami l&#8217;ombrello</em>. Parlare, mi capita ormai spesso di parlare al muro. Muro lungo, celeste chiaro, chiaro quasi trasparente, muro color carta da zucchero, muro schifoso e poco loquace. Non mi risponde, mia madre non mi risponde.</p>
<p>Mia madre non c&#8217;è. Ha gli occhi castani, i capelli corti. Porta gli occhiali da quando glieli ho visti addosso in una foto scattata nel &#8217;73, in cui mia madre ha una montatura bianca grandissima e dei pantaloni verdi a zampa d&#8217;elefante. Un sorriso che illumina tutti quelli spenti vicino a lei, in questa foto del &#8217;73.</p>
<p>Mia madre la chiamo ma non mi risponde. Quando ci sentiamo al telefono sta lavando i piatti. Mia madre sembra che nella vita lavi sempre i piatti. <em>Ciao mami, che fai? Niente, stavo lavando i piatti di oggi. Ciao mami, che fai? Niente, lavavo i piatti di stasera</em>. Mia madre domani non mi ricorderà di prendere l&#8217;ombrello, perché non saprà nemmeno che qui pioverà.</p>
<p>Io in questi giorni mi sento sola da zero a dieci, undici. Ma mi sento sola fuori. Dentro ho delle parole in lingue diverse che mi navigano su e giù. Oggi ho capito questa cosa. Che c&#8217;è gente che vive per le storie e gente che vive per le parole. Io vivo per le parole. Le storie sì, anche, ma le storie vengono dopo. Una parola può esistere senza fare parte di una storia. Una storia ha bisogno di tre quattro cento ottomila parole per esistere. A me, se mi dai una parola ma non mi dai una storia, mi fai felice lo stesso.</p>
<p>Per questo, credo, le poesie mi piacciono.</p>
<p>Per questo, credo, storie mi sa che non ne so scrivere.</p>
<p>Ma poesie nemmeno.</p>
<p>Qualcuno potrebbe dire che ogni parola ha la sua storia. Lo dica, qualcuno.</p>
<p>Io ora volevo solo dire che domani pioverà, domani martedì cinque luglio, lo stesso giorno in cui è nato Jean Cocteau, e forse quando è nato c&#8217;era anche da lui un cielo liquido grigio come cemento appena impastato. Qui c&#8217;è. C&#8217;è già stasera, ma è tardi, sembra catrame. Domani ci svegliamo tutti freschi e sudati, io mi metterò le scarpe chiuse, la camicia bianca, i jeans, gli occhiali da sole per piangere, la musica per camminare e andrò a parlare di come sia meglio non arrabbiarsi, di come sia meglio essere clementi e andare lontano per non sentire le offese e i dispiaceri, guardare le stelle di un altro cielo e controllare che siano sempre infinite, rovesciate come latte.</p>
<p>E ti dirò che ho voglia di andarmene, per sparire e non ricominciare. Arrivare da qualche parte senza prendermi addosso la fatica di partire. Ti dirò che torno, lo sai che torno, ritorno sempre. Ma avrei voglia di non tornare più. Fare vuoto dentro e fuori, fare vuoto attorno, costruirmi un muro invalicabile di stabilità.</p>
<p>Quand&#8217;ero bambina spesso uscivo a giocare in terrazza. Quando potevo uscire in terrazza senza essere rimproverata voleva dire che era estate, che mi era consentito essere felice. Le rondini avevano nidificato sotto la tettoia, del loro volo era rimasto qualche escremento secco sulle mattonelle. Altri uccelli cinguettavano finché li accompagnava il sole. Api, ragni e altri insetti. Una tenda a strisce arrivava fino al balcone, fermata da due piccole chiavi a due assi di metallo. Tutte le mattine, appena sveglia, uscivo in terrazza e toglievo le chiavi. <em>Ecco,</em> pensavo, <em>adesso potete venire a trovarmi</em>.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/violentafiducia.wordpress.com/1723/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/violentafiducia.wordpress.com/1723/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/violentafiducia.wordpress.com/1723/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/violentafiducia.wordpress.com/1723/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/violentafiducia.wordpress.com/1723/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/violentafiducia.wordpress.com/1723/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/violentafiducia.wordpress.com/1723/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/violentafiducia.wordpress.com/1723/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/violentafiducia.wordpress.com/1723/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/violentafiducia.wordpress.com/1723/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/violentafiducia.wordpress.com/1723/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/violentafiducia.wordpress.com/1723/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/violentafiducia.wordpress.com/1723/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/violentafiducia.wordpress.com/1723/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=violentafiducia.wordpress.com&amp;blog=2030999&amp;post=1723&amp;subd=violentafiducia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Personalità nascosta</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jun 2011 18:50:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>violenta fiducia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando avevo i capelli lunghi e dei pantaloni neri che ho perso per l&#8217;armadio e mai più ho ritrovato come si perdono le ciglia sul cuscino e le briciole di pane giù per lo scarico del lavandino (pausa) Quando avevo i capelli lunghi e lunghe ciglia (pausa: respiro) perdute e pantaloni neri ero una ragazza diversa da [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=violentafiducia.wordpress.com&amp;blog=2030999&amp;post=1713&amp;subd=violentafiducia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando avevo i capelli lunghi e dei pantaloni neri che ho perso per l&#8217;armadio e mai più ho ritrovato</p>
<p style="text-align:right;">come si perdono le ciglia sul cuscino e le briciole di pane giù per lo scarico del lavandino</p>
<p>(pausa)</p>
<p>Quando avevo i capelli lunghi e lunghe ciglia (pausa: respiro) perdute e pantaloni neri</p>
<p style="text-align:left;">ero una ragazza diversa da adesso</p>
<p>avevo i capelli lunghi mentre adesso ho i capelli corti-corti-non-proprio-cortissimi</p>
<p>: ma molta più personalità nascosta /punto e virgola/</p>
<p>/puntini di sospensione/ io ho paura delle personalità evidenti!</p>
<p>: io tengo la personalità <em>nascosta</em></p>
<p>per non farla esplodere</p>
<p>(altrimenti mi ritroverei la personalità a pezzetti sporchi sul muro.)</p>
<p style="text-align:center;">A questo aggiungi che non mi piace alzare la voce.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/violentafiducia.wordpress.com/1713/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/violentafiducia.wordpress.com/1713/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/violentafiducia.wordpress.com/1713/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/violentafiducia.wordpress.com/1713/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/violentafiducia.wordpress.com/1713/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/violentafiducia.wordpress.com/1713/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/violentafiducia.wordpress.com/1713/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/violentafiducia.wordpress.com/1713/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/violentafiducia.wordpress.com/1713/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/violentafiducia.wordpress.com/1713/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/violentafiducia.wordpress.com/1713/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/violentafiducia.wordpress.com/1713/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/violentafiducia.wordpress.com/1713/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/violentafiducia.wordpress.com/1713/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=violentafiducia.wordpress.com&amp;blog=2030999&amp;post=1713&amp;subd=violentafiducia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Buone maniere</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jun 2011 13:55:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>violenta fiducia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Indovinare il tono senza uscire mai fuori dal grigio delle chiavi, misurare le corde per fare più punti, ballare e respirare e non sbagliare mai. Tornare dal Despar con la lista della spesa in tasca e la spesa nelle mani e nelle mani tenere il dolore, e il sonno del mare sulla punta delle dita. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=violentafiducia.wordpress.com&amp;blog=2030999&amp;post=1698&amp;subd=violentafiducia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Indovinare il tono senza uscire mai fuori dal grigio delle chiavi, misurare le corde per fare più punti, ballare e respirare e non sbagliare mai. Tornare dal Despar con la lista della spesa in tasca e la spesa nelle mani e nelle mani tenere il dolore, e il sonno del mare sulla punta delle dita. Aspettare senza fare mai rumore, spegnere la tv dopo le dieci, andare a letto presto, svegliarsi prima al mattino. Aspettare senza sentire quanto fa male quando fa male. Aprire le finestre. <em>E dentro ci sei tu.</em> Non invecchiare mai, avere sempre un buon motivo per festeggiare, inventare sempre un buon motivo per festeggiare. Restare composti, masticare con la bocca aperta, non avere mai tempo, non smettere mai di trovare il tempo. Fare l&#8217;amore spesso. Distruggere le armate verdi, conquistare 24 territori. Urlare sul cuscino. Esercitare il diritto di voto. Non restare soli per noia. Esercitare il diritto al dissenso. Ridere tantissimo e ridere fortissimo.  Non sentire mai nostalgia, non avere tempo per piangere, non cedere alla voglia di cedere, complimentarsi con Dio per i tramonti, costruire scrivanie seguendo le istruzioni Ikea. E nelle foto non avere mai le facce stravolte di chi ride.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/violentafiducia.wordpress.com/1698/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/violentafiducia.wordpress.com/1698/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/violentafiducia.wordpress.com/1698/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/violentafiducia.wordpress.com/1698/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/violentafiducia.wordpress.com/1698/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/violentafiducia.wordpress.com/1698/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/violentafiducia.wordpress.com/1698/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/violentafiducia.wordpress.com/1698/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/violentafiducia.wordpress.com/1698/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/violentafiducia.wordpress.com/1698/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/violentafiducia.wordpress.com/1698/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/violentafiducia.wordpress.com/1698/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/violentafiducia.wordpress.com/1698/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/violentafiducia.wordpress.com/1698/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=violentafiducia.wordpress.com&amp;blog=2030999&amp;post=1698&amp;subd=violentafiducia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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